Allo Spazio Libri La Cornice si SGOMBRA tutto!! Per Trasloco!

Da sabato 27 maggio allo Spazio Libri La Cornice
si SGOMBRA tutto!!

Libri, disegni, cornici, incisioni, fumetti, giochi…. a prezzi incredibili! Super scontati!

Noi alleggeriamo il trasloco, voi arricchite il vostro nido.
Vi aspettiamo!

DAL 1 SETTEMBRE SIAMO IN VIALE OSPEDALE 8 SEMPRE A CANTU’!

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Locandina di Paolo Cabrini, Grazie!! 🙂

Carla Ghisalberti presenta la nuova collana Pulci nell’orecchio

SABATO 20 MAGGIO INIZIAMO ALLE ORE 16,30

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Sabato Carla Ghisalberti sarà di nuovo con noi!
Ci parlerà della nuova collana Pulci nell’orecchio di Orecchio Acerbo.
Ma noi la conosciamo, e partirà da lì e poi chissà dove ci condurrà.
Imperdibile è la parola giusta.
(La mattina diversi studenti della scuola media Anzani avranno la fortuna di incontrarla e sentirla leggere…)

Pulci nell’orecchio
Storie che saltano di testa in testa lasciando il prurito contagioso della lettura. Piccoli capolavori ritrovati, grandi autori classici che ci consegnano schegge d’infanzie indimenticabili. Bambini che si misurano con un mondo severo, estraneo e, spesso, assurdo e incomprensibile: quello degli adulti. 
Illustrazioni di Fabian Negrin
Orecchio Acerbo Editore
incontro gratuito dagli 8 anni in su.

Lo zio del barbiere e la tigre che gli mangiò la testa
di William Saroyan
Rex di D. H. Lawrence
Canituccia di Matilde Serao

Carla Ghisalberti, dopo essersi occupata per vent’anni di arte medievale, decide di ‘voltare pagina’ o, più correttamente, di ‘voltare le pagine’. Intraprende un’attività -quasi pionieristica per l’epoca- di promozione della lettura nelle scuole, nelle biblioteche e nei centri culturali. Diffondere la letteratura di qualità, avvicinare ed abituare bambini e ragazzi alla pratica del leggere sono suoi obiettivi primari. Consapevole del forte valore pedagogico che queste azioni comportano, nel 2003 fonda l’associazione culturale Mi leggi ti leggo. Dal 2011 cura un blog di letteratura per bambini e ragazzi dal nome Lettura candita.Complice questa attività, viene chiamata a far parte della redazione di Orecchio acerbo a partire dal 2012

MUTANT(D)E mostra collettiva allo Spazio Libri La Cornice

SABATO 27 MAGGIO ORE 17.30 INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA MUTANT(D)E 
Cari amici,
con l’ultima mostra in via per Alzate 9, vogliamo riunire gli amici, artisti e non, che negli anni ci hanno appoggiato in ogni nostra sfida ed iniziativa. E’ il nostro modo per ringraziarvi e per festeggiare un nuovo cammino.
Le opere della collettiva MUTANT(D)E saranno messe in vendita a un prezzo popolare. Il ricavato della vendita potrà aiutarci nel sostenere le spese di trasloco.
Dal 1 settembre andremo in Viale Ospedale 8 sempre a Cantù.
Grazie a tutti!
Tommaso e Valentina
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Locandina realizzata da Paolo Cabrini

INAUGURAZIONE SABATO 27 MAGGIO ORE 17.30

Monica Galanti, L.M, Gabriele Mastasio, Elisa Galli, Rossana Rossana Bossu’, Dorella Fallanca, Anna Mauceri, Barbara Mauceri, Oreste Pifferi, Anastasia Zavoli, Icio Borghi, Angela Caremi, Francesca Bazzurro, Baby Pozzi, Doan, Laura Puccetti, Teresa Ghioldi, Simona Cattaneo, Maurizio Duranti, Marina Oldani, Paolo Cabrini, Marina Petruzio, Francesca Galimberti, Cristina Faverio, Elena Bianchi Quinnipak, Anne Tiffon, Cristina Gumirato e Sara Caspani, Giulia Mirandola, Chiara Falzone, 21 studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Luigi Ripamonti di Como: Martina Cimetti, Erica Bertini, Francesca Tridane, Pamela Ariosta, Elizabeth Frinipong, Serena Crippa, Giulia Maruzzo, Lisa Bandieri, Elisa Barbaro Monti, Lisa Bandieri, Nicole Offerente, Manuela Galletti, Goxa Jemine, Stefania Ceci, Deborah Sommaciccia, Marica lillo, Maxine Carnovali, Giulia Pensato, Antonella Anghinolfi, Federica Spinelli, Giulia Pensato Giacinto Stigliano, Andrea Verga, Asami Takahashi, Rossella Battaglia, Giuseppe Vigliotti, Silvia Molteni, Scegle, Massironi, Sonia Cattaneo, Pietro Galbusera, Betty Giordanelli, Francesca Romana Grasso, Chiara Rame, Enrico Pantani, Silvia Bettinetti…

L’idea è nata a Angela Caremi e Marina Oldani, quando non
hanno saputo resistere davanti ad un intero
guardaroba di biancheria di un convento di suore
e……… se lo sono portato a casa.
Così, come due bambine con un nuovo gioco,
hanno rovistato negli scatoloni (tanti) tra
mantelline, cappucci, camicie, camicioni e,
soprattutto, 800 mutande.
Affascinate da questo insolito materiale ne
hanno scoperto rammendi, cuciture, rattoppi,
rafforzamenti, piegoline e strappi.
E così le mutande consapevoli di questo, si sono
lasciate candeggiare, sterilizzare, bollire, lavare,
asciugare e lavare ancora e asciugare ancora.
Ma questo tesoro andava condiviso. E così Jenny
ne ha realizzato costumi per il suo teatro, Pietrina
ne ha fatto una mostra in Brasile e Sandra le ha
accolte per l’energia che trasmettevano.
E le altre? Con il coinvolgimento di tante amiche
è nata la mostra: MUTANTE.
E la loro storia non è ancora finita.

Il preferito [di Valentina Pellizzoni]

Il preferito

[di Valentina Pellizzoni]

Libri per l’infanzia sulla gelosia tra fratelli ce ne sono moltissimi. Alcuni molto belli, altri semplicemente molto didattici. In genere l’approccio che gli autori hanno nella gestione del tema è basato sul legame implicito tra fratelli, come se l’avere dei fratelli o delle sorelle fosse già di per sé una condanna alla gelosia. Raramente in questi albi si riflette sulla figura genitoriale, tutt’al più mamma e papà devono intervenire per gestire al meglio la furibonda scenata.

Riflettendo su di me invece, spesso mi percepisco come parte molto attiva di questa dinamica: non una mera dipanatrice di sentimenti contrastanti, ma motore attivo di questo sentire. È ormai da qualche anno che si discute sulla possibilità che un genitore abbia un figlio preferito,possiamo dire quindi che in parte questo tema non sia più un tabù e che, come si evince dagli studi, basta un po’ di sana consapevolezza da parte del genitore per creare un ambiente più equilibrato in famiglia. Un po’ meno attenzioni per il pargolo preferito e un po’ di più per l’altro ed ecco che tutto si sistema.

Di sicuro in questa visione delle cose cambia la posizioni dei genitori nel gioco delle gelosie. All’improvviso ci rendiamo conto che probabilmente i bambini vedono bene, non sono dei piccoli egocentrici irrazionali che pensano possa essere minata la loro posizione nel mondo familiare, forse semplicemente ci stanno indicando uno sbilanciamento. Io sento di avere senza dubbio delle preferenze. Capisco che a volte quando guardo mio figlio, il mio sguardo muta spessore, i miei sensi si aprono, la mia attenzione è vibrante. Sì, ma quale figlio?

Nel gioco delle statistiche a me sono capitati tre figli maschi. Naturalmente non sono contemplata tra le madri che preferiscono figlie femmine in quanto alter ego dove far ricadere aspettative e proiezioni. Ma nemmeno tra quelle che preferiscono il maschio come contralto a sé, avrei l’imbarazzo della scelta. Non ho nemmeno una dualità che mi salva: non ho un figlio intellettuale e uno sportivo, né il timido e l’estroverso. Ho il tre dalla mia parte, numero divino che spariglia sempre mescolando tutte le componenti in gioco. Sono libera di preferire.

Dando per assodato che i genitori hanno delle preferenze rispetto ai propri figli, farei un passo in più asserendo che le preferenze mutano. Cambiano pelle, cambiano sostanza, cambiano oggetto, cambiano nel tempo. In certi periodi della mia vita con loro ho preferito il più piccolo perché il nostro rapporto stava ancora tutto nel contatto, ed era ciò che in quel momento sapevo di dare al meglio e dal quale ricevevo di più. Poi c’è stato il periodo in cui è stato il mio figlio più grande il mio preferito: tra noi accadevano dinamiche nuove che mi rendevano euforica, con le quali non avevo mai avuto a che fare e che mi stimolavano intellettualmente.

Se non che il mio figlio di mezzo se n’è uscito con quella frase, quella frase su di me, quell’istanza di cura che mi ha donato, come quando ti coglie all’improvviso un’intensa felicità. Ho guardato meravigliata la sua attenzione e mi ha rapita.

Sono la loro madre, sì. Ma come loro, sono una persona regolata da movimenti interiori, che aprono piccole brecce e dove ognuno di loro, in modi e tempi differenti, mette un pezzetto. Questi loro gesti attirano la mia attenzione in un modo particolare e mi viene naturale concedere a questi momenti il privilegio della relazione unica: li innalzo, li idealizzo, rendo speciale in quel momento esatto, la mia relazione con lui, proprio con quel mio figlio lì.

So che in quegli attimi – che possono durare settimane – il mio sguardo su di lui è molto diverso da quello che poso sugli altri due. In quei momenti non percepisco sensi di colpa, so che durà un po’, cerco di gestire al meglio la mia relazione con gli altri, ma la mia preferenza rimane lì. Se io eccedo, la gelosia dilaga. Giustamente. Ha lo stesso sapore dell’innamoramento questo gioco. È un momento magico in una relazione, è una pausa dedicata in una vita di corsa.

Mi sono anche chiesta cosa possa accadere a un figlio unico. È una realtà che non conosco e quindi mi spingo solo ipotizzare che non sia molto differente la mia posizione da quella di un genitore con un unico figlio. Ci saranno momenti di intensa sintonia, seguiti da periodi più ordinari. Penso che anche a una madre con solo un figlio accadranno dei piccoli innamoramenti nei suoi confronti. E questo figlio certamente percepirà l’avvicinamento come la distanza. L’unica differenza è che non avrà un capro espiatorio immediato a cui fare riferimento e forse potrebbe essere più difficile da disvelare questo sentimento sottile.

Noi adulti siamo dentro nel gioco delle gelosie tra fratelli, più di quanto possa sembrare in apparenza. La famiglia è una piccola società dove ogni movimento si ripercuote sull’altro e noi genitori più spesso di quanto crediamo, attiviamo reazioni nei nostri figli.

La gelosia tra fratelli a volte rimanda delle immagini di noi che non riusciamo ad accettare. Riuscire a percepire ed essere coscienti di avere preferenze può aprire molte strade. Una di queste è riconoscere una leggittimità alla scena di gelosia, per esempio. Dare un contenitore a quel sentire così forte è un passaggio da non sottovalutare. Se quel sentimento ha una ragion d’essere nella realtà, se non c’è negazione aprioristica, allora sarà più semplice verbalizzarlo, scioglierlo, metterlo sul tavolo della parola.

La gelosia familiare è palestra delle gelosie esterne che investiranno i nostri figli, dicono gli esperti. Capire che le relazioni mutano e si coltivano e hanno un andamento non lineare e incidono sulle vite di altri e a tratti sono imprevedibili, forse può far diventare la famiglia una palestra anche per l’innamoramento.

Le immagini di questo post, scelte e realizzate da Valentina Pellizzoni e Tommaso Falzone, si riferiscono ad alcuni albi illustrati che trattano il tema della gelosia fra fratelli. Spesso sono felice, di Jens Christian Grøndahl, racconta anche di gelosie fra fratelli mai superate e ancora vive in età adulta.

http://www.topipittori.it