Jenny Erpenbeck – VOCI DEL VERBO ANDARE – Sellerio – Recensione di Clara Cappelletti

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Richard vede il lago, dalla finestra di casa sua. Lago tranquillo a luglio e anche adesso, che è quasi autunno.

Quella stessa quiete, che è propria solo di un lago, in qualsiasi momento dell’anno – e noi, qui, lo sappiamo bene – entra nelle pagine di Voci del verbo andare attraverso la penna di Jenny Erpenbeck, scrittrice tedesca che tinge con colori pastello – ben temperati, però – le Storie contenute nel suo nuovo romanzo.
Storie che hanno un luogo e un tempo: Berlino 2013. Storie che, in verità, hanno tanti luoghi e tanti tempi. Perché parlano delle vite sospese di ieri, di oggi e di domani, di chi lascia una terra per varcare una nuova soglia, non riuscendoci o riuscendoci solo in parte.
Vite sospese in cui l’autrice entra in punta di piedi, senza mai calcare, senza correre, senza invadere.

Esattamente come fa Richard, il protagonista del romanzo, professore emerito entrato in congedo, che per la prima volta si trova a fare i conti con il Tempo, e con le diverse possibilità di come riempirlo. Richard è un professore, sì, ma è prima di tutto un pensatore; e strappare un pensatore da tutte le attività pratiche e tangibili che l’hanno accompagnato per una vita, significa condannarlo ad un’unica attività: pensare. E dai pensieri nascono domande, e alle domande spesso non seguono risposte, e Richard si domanda se non impazzirà, a continuare così, ma come spesso succede, in qualsiasi vita o quasi, talvolta le risposte arrivano proprio da dove non ci si aspetterebbe.
Un giorno, a Oranienplatz, Richard vede un gruppo di profughi che manifesta. Uomini caduti fuori dal tempo, o forse rimasti prigionieri del tempo, in una Berlino in cui non poter lavorare, in cui non poter Vivere, in cui il fare niente diviene così ingombrante che vengono organizzate manifestazioni per renderlo più sopportabile. Con la scusa di un progetto di ricerca, Richard entra in punta di piedi nella Residenza dove i profughi trascorrono le proprie giornate. Conosce Rashid, che non sa nuotare, e che quando la barca si è capovolta, si è attaccato ad un cavo ed è sopravvissuto. Uno dei 550 che si è salvato, tra gli 800 che stavano sulla barca; conosce Apollo e la sua vita da schiavo nel deserto, con solo degli animali per amici; conosce Awad, che dal Ghana si trasferisce in Libia, dove suo padre viene ucciso e dove lui viene messo su un pianale di un camion dal quale vede la morte, la guerra, la disperazione. It’s not easy, dice. It’s not easy; conosce Osarobo, che per la prima volta nella sua vita vede un pianoforte e scopre quanto le sue dita, sui tasti neri e bianchi, stiano a proprio agio. Life is crazy, dice qualcuno tra loro. Life is crazy.

Un libro, forse, che non dice niente di nuovo, che parla di qualcosa che ognuno già, a proprio modo e secondo le proprie misure, conosce. Un libro, però, che entra negli strati più umani e viscerali di un tema che oggi appare quasi abusato. Pagine che parlano di Vita e che parlano di Vite risparmiate, sospese, attese, amputate, salvate. Ma non abbastanza.

Un libro, infine, che non parla di eroi e non parla di antagonisti, non tratta di buoni né di cattivi, ma che è in grado di dare una lucida, reale e per niente superba visione di come quella moltitudine di Vite sospese scorre, anche qui, anche oggi, proprio fuori dalla nostra casa.

Clara Cappelletti

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Pinna morsicata con Cristiano Cavina allo Spazio Libri La Cornice

Pinna morsicata con Cristiano Cavina allo Spazio Libri La Cornice

marcos y marcos editore – Gli Scarabocchi
Illustrazioni di Laura Fanelli
Il libro è una bella storia!
Cristiano Cavina a Cantù allo Spazio Libri La Cornice per leggere e raccontare Pinna Morsicata con Clara Cappelletti e Sara Merighi Gelsomina Bianchi).
Sottofondo musicale di Carlotta Bresciani.
Post-produzione: latteriasociale2016

Pinna Morsicata con Cristiano Cavina a Cantù!

SABATO 29 OTTOBRE ORE 17 allo Spazio Libri La Cornice.
PINNA MORSICATA di Cristiano Cavina 
Marcos y Marcos Editore – Gli Scarabocchi
Il libro è una bella storia!
Cristiano Cavina è a Cantù allo Spazio Libri La Cornice per leggere e raccontare Pinna Morsicata con Clara Cappelletti e Sara Merighi.
Sottofondo musicale di Carlotta Bresciani.
A seguire, un piccolo e delizioso rinfresco.
Ingresso libero.
Per tutte le età.
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PINNA MORSICATA
Cristiano Cavina
MARCOS Y MARCOS Gli Scarabocchi
Illustrazioni di Laura Fanelli

Pinna Morsicata, il protagonista del libro di Cristiano Cavina, edito da Marcos y Marcos, è un delfino a cui, da piccolo, uno squalo ha portato via la mamma e un pezzo di pinna caudale.
“Ne ho incrociati anch’io a volte (di squali) . Creature davvero interessanti…” cerca di minimizzare il suo compagno di viaggio Spigolo, uno strano pesce che assomiglia di fianco a una valigia e di fronte a una busta della spesa. “Purtroppo hanno la cattiva abitudine, essendo al vertice della catena alimentare, di trattare le altre creature come diverse portate sul menù del giorno”.
Ma Pinna Morsicata non ha tanta voglia di minimizzare.
E non ha neanche voglia di compagnia, ora che ha perso anche il suo Clan, quello di Muso Lungo, che lo ha cresciuto e protetto.
E’ tristissimo e vuole solo vagare, in solitudine, per l’oceano, crogiolandosi nel ricordo e nell’autocommiserazione di quanto ha perduto.
Eppure era stato un giovane delfino avventuroso, pieno di energie, curioso, convinto che la sua ferita sulla pinna fosse un indizio del suo essere speciale.
Oramai, però, ha deciso: sparirà per sempre, nelle profondità più buie e fredde del mare… dove certamente non immaginava di imbattersi nel petulante Spigolo.
“Te ne vai in giro come un eroe ferito, portando qua e là i tuoi sensi di colpa come se fossero medaglie” lo provoca quello strano pesce.
Non vi raccontero’ ciò che Pinna Morsicata scoprira’ di se stesso grazie all’amicizia di Spigolo.
Vi anticipo solo che vale la pena leggere questo libro per ragazzi, pur non essendolo più da un pezzo, se siete tra coloro che aspettavano Natale per andare al cinema a vedere l’ultimo film di Walt Disney, perché, secondo me la leggerezza, la giocosità, l’immaginazione di Cristiano Cavina ricorda un po’ quel modo di raccontare lì. Ne vale la pena anche se siete tra coloro che ancora si dibattono, aiutati o meno, nel tentativo di capire se stessi per cercare di vivere meglio, perché vi troverete una bella esemplificazione di una delle ferite più comuni e forse più faticose da curare, quella che l’affetto di un intero Clan non riesce a riempire, la ferita dell’abbandono.
E se non vi ritrovate né in un un caso, né nell’altro ma lo leggerete comunque ai vostri figli e nipoti è possibile che, anche inavvertitamente, Pinna Morsicata rianimi e nutra quella piccola parte di voi che ancora spera di cambiare un po’ il mondo.
Recensione di Sara Merighi Advertising & Communications Sky Italia

http://www.marcosymarcos.com/libri/pinna-morsicata/

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Si prega di posteggiare all’esterno del cortile. Parcheggio consigliato: dietro il negozio Piacere Terra. (vedi piantina)
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