Incontro con Giuliano Scabia

Giuliano Scabia a Cantù
Con molta gioia ospitiamo GIULIANO SCABIA
autore della quadrilogia di NANE OCA – Einaudi

SPAZIO LIBRI LA CORNICE & TOPITTORI
vi invitano
sabato 23 novembre alle ore 18
all’incontro con
GIULIANO SCABIA
Il lato oscuro di Nane Oca – Einaudi

l’autore dialogherà con Angela Borghesi
docente di letteratura italiana contemporanea all’Università Bicocca di Milano

Introduzione a cura di Mario Bianchi

In occasione dell’incontro con l’autore
esposizione degli appunti visivi
di Francesco Chiacchio
ispirati dalla lettura di Il lato oscuro di Nane Oca

Spazio Libri La Cornice in collaborazione con Topipittori

IL CICLO DI NANE OCA:
È un autentico piacere entrare dentro il mondo fantastico di Nane Oca e del piccolo paese dei Ronchi Palù, piantato nel cuore del Pavano Antico e della Pavante Foresta. È il mondo parallelo inventato da Giuliano Scabia e abitato da uomini, donne, bestie, insetti, semibestie e semidei, saggi e folli, angeli, fate, strani esseri dalla provenienza ignota. È un mondo magico, intrecciato con il mondo reale, in cui può accadere di tutto e dove tutto era cominciato nel 1992, quando uscì il primo romanzo di Nane Oca, con il suo protagonista eponimo nato da una fata e da un suonatore di viola pomposa. Ora siamo al quarto e ultimo libro della saga, Il lato oscuro di Nane Oca (Einaudi), degna conclusione e summa di un intero ciclo. (fonte corriere.it)

L'immagine può contenere: testo

GIULIANO SCABIA:
Giuliano Scabia, uno dei grandi sperimentatori del teatro tra gli anni sessanta, settanta e oltre, l’inventore di Marco Cavallo, simbolo della liberazione dai manicomi, colui che tirò fuori dal bosco delle tradizioni contadine la commedia favola del Gorilla Quadrumàno e la fece girare per paesini di montagna e periferie industriali come una domanda sull’immaginario e sulla cultura di base in tempi di conflitti, di scontri, di trasformazioni sociali (i primi settanta). Da quel viaggio con venti studenti nel territorio profondo dell’Italia avviata verso il neocapitalismo immateriale nacque l’esigenza di liberarlo, il Gorilla, lo spirito dell’immaginazione, nelle foreste del racconto, praticato in teatro, in romanzi, in poesia nonché in intensi rapporti faccia a faccia con piccole comunità coltivati per decenni. Scabia ha tenuto bottega segreta all’università e fatto ogni tipo di azioni pubbliche, usando il teatro come sonda e come chiave di accesso al mondo e all’interiorità. Ha scritto le commedie e gli altri testi del Ciclo del teatro vagante, in tutto 93 tra opere e operine al luglio del 2015. Ha narrato Nane Oca e altre storie del Ciclo del Pavano Antico andando dentro la stralingua padana, un sostrato antico per la memoria contemporanea. (fonte doppiozero.com)

La vita dispari – Paolo Colagrande a Cantù

“Diceva Gualtieri che si può vivere in una specie di agonia inconsapevole, marciando verso l’obitorio in orgogliosa parata, già agghindati per il proprio funerale, oppure stando fermi con la benda sugli occhi in attesa che il plotone spari, anche se il plotone non si decide mai di farlo. Capita però – tenendo per buona solo l’ultima metafora che mi sembra più comoda da maneggiare – che la benda ti cada giù e tu, dopo qualche attimo di assuefazione alla luce, ti accorgi che non c’è nessun plotone.”

Paolo Colagrande sarà da noi
sabato 16 novembre – ore 18
per parlarci de
“La vita dispari”
Einaudi

L'immagine può contenere: strisce

Bruno Maida “L’infanzia nelle guerre del novecento” Einaudi

BRUNO MAIDA ook.jpg

“È triste essere come lui, un bambino nel mondo dei grandi, sempre un bambino, trattato dai grandi come qualcosa di divertente e di noioso; e non poter usare quelle loro cose misteriose ed eccitanti, armi e donne, non poter mai far parte dei loro giochi. Ma Pin un giorno diventerà grande, e potrà essere cattivo con tutti, vendicarsi di quelli che non sono stati buoni con lui: Pin vorrebbe essere grande già adesso, o meglio, non grande, ma ammirato o temuto pur restando com’è, essere bambino e insieme capo dei grandi, per qualche impresa meravigliosa.”
Maida cita Calvino
“Il sentiero dei nidi di ragno”

Bruno Maida sarà con noi sabato 17 febbraio alle ore 17,30
Vi aspettiamo

Per l’occasione la nostra amica Chiara Casati ci dà la possibilità di esporre una piccola ma interessante mostra che ha delle forti attinenze con il libro di Maida: “Un secolo d’infanzia. Percorso nell’iconografia e nel costume dei bambini italiani.”
La collezione raccoglie fotografie originali risalenti in gran parte agli anni situati tra la Prima e la Seconda Guerra Mondiale e ripercorre la storia dei bimbi di allora.
La mostra sarà visitabile dal 17 febbraio fino a sabato 24 febbraio.

 

La relazione resta il nodo. Buon 2018!

E’ vero che i bilanci si fanno a fine anno, e invece noi tiriamo le somme all’inizio, per avere il carburante giusto per partire al meglio.
E’ stato un buon Natale, anzi ottimo. Abbiamo fatto un salto grande e siamo caduti in piedi. E di questo siamo grati a voi tutti che ci avete seguito e sostenuto con davvero grande affetto.
Abbiamo venduto a Natale per lo più i libri di quegli editori chiamati per bambini e ragazzi.
TopipittoriBabalibriEditrice Il Castoro sopra tutti.
Nell’editoria adulta svetta Iperborea Casa Editrice, poi Giulio Einaudi EditoreRizzoli Lizard.
Topipittori rimane l’editore che vendiamo di più in assoluto, che sia a Natale o durante l’anno e questo ci riempie di orgoglio.
Per quanto ogni titolo presente in laboratorio sia scelto, voluto e quindi amato da noi, l’idea di riuscire a vendere così bene dei libri che spesso spiazzano il pubblico adulto e mettono alla prova il concetto stereotipato di infanzia, ci dice che siamo sulla strada giusta.
Soprattutto ci dice che ci sono quei lettori, altroché.
Infine, noi vendiamo gli editori coi quali da anni collaboriamo.
La relazione resta il nodo.
E da lì ripartiamo.

L'immagine può contenere: 1 persona, con sorriso, persona seduta