MUTANT(D)E mostra collettiva allo Spazio Libri La Cornice

SABATO 27 MAGGIO ORE 17.30 INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA MUTANT(D)E 
Cari amici,
con l’ultima mostra in via per Alzate 9, vogliamo riunire gli amici, artisti e non, che negli anni ci hanno appoggiato in ogni nostra sfida ed iniziativa. E’ il nostro modo per ringraziarvi e per festeggiare un nuovo cammino.
Le opere della collettiva MUTANT(D)E saranno messe in vendita a un prezzo popolare. Il ricavato della vendita potrà aiutarci nel sostenere le spese di trasloco.
Dal 1 settembre andremo in Viale Ospedale 8 sempre a Cantù.
Grazie a tutti!
Tommaso e Valentina
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Locandina realizzata da Paolo Cabrini

INAUGURAZIONE SABATO 27 MAGGIO ORE 17.30

Monica Galanti, L.M, Gabriele Mastasio, Elisa Galli, Rossana Rossana Bossu’, Dorella Fallanca, Anna Mauceri, Barbara Mauceri, Oreste Pifferi, Anastasia Zavoli, Icio Borghi, Angela Caremi, Francesca Bazzurro, Baby Pozzi, Doan, Laura Puccetti, Teresa Ghioldi, Simona Cattaneo, Maurizio Duranti, Marina Oldani, Paolo Cabrini, Marina Petruzio, Francesca Galimberti, Cristina Faverio, Elena Bianchi Quinnipak, Anne Tiffon, Cristina Gumirato e Sara Caspani, Giulia Mirandola, Chiara Falzone, 21 studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Luigi Ripamonti di Como: Martina Cimetti, Erica Bertini, Francesca Tridane, Pamela Ariosta, Elizabeth Frinipong, Serena Crippa, Giulia Maruzzo, Lisa Bandieri, Elisa Barbaro Monti, Lisa Bandieri, Nicole Offerente, Manuela Galletti, Goxa Jemine, Stefania Ceci, Deborah Sommaciccia, Marica lillo, Maxine Carnovali, Giulia Pensato, Antonella Anghinolfi, Federica Spinelli, Giulia Pensato Giacinto Stigliano, Andrea Verga, Asami Takahashi, Rossella Battaglia, Giuseppe Vigliotti, Silvia Molteni, Scegle, Massironi, Sonia Cattaneo, Pietro Galbusera, Betty Giordanelli, Francesca Romana Grasso, Chiara Rame, Enrico Pantani, Silvia Bettinetti…

L’idea è nata a Angela Caremi e Marina Oldani, quando non
hanno saputo resistere davanti ad un intero
guardaroba di biancheria di un convento di suore
e……… se lo sono portato a casa.
Così, come due bambine con un nuovo gioco,
hanno rovistato negli scatoloni (tanti) tra
mantelline, cappucci, camicie, camicioni e,
soprattutto, 800 mutande.
Affascinate da questo insolito materiale ne
hanno scoperto rammendi, cuciture, rattoppi,
rafforzamenti, piegoline e strappi.
E così le mutande consapevoli di questo, si sono
lasciate candeggiare, sterilizzare, bollire, lavare,
asciugare e lavare ancora e asciugare ancora.
Ma questo tesoro andava condiviso. E così Jenny
ne ha realizzato costumi per il suo teatro, Pietrina
ne ha fatto una mostra in Brasile e Sandra le ha
accolte per l’energia che trasmettevano.
E le altre? Con il coinvolgimento di tante amiche
è nata la mostra: MUTANTE.
E la loro storia non è ancora finita.

Il preferito [di Valentina Pellizzoni]

Il preferito

[di Valentina Pellizzoni]

Libri per l’infanzia sulla gelosia tra fratelli ce ne sono moltissimi. Alcuni molto belli, altri semplicemente molto didattici. In genere l’approccio che gli autori hanno nella gestione del tema è basato sul legame implicito tra fratelli, come se l’avere dei fratelli o delle sorelle fosse già di per sé una condanna alla gelosia. Raramente in questi albi si riflette sulla figura genitoriale, tutt’al più mamma e papà devono intervenire per gestire al meglio la furibonda scenata.

Riflettendo su di me invece, spesso mi percepisco come parte molto attiva di questa dinamica: non una mera dipanatrice di sentimenti contrastanti, ma motore attivo di questo sentire. È ormai da qualche anno che si discute sulla possibilità che un genitore abbia un figlio preferito,possiamo dire quindi che in parte questo tema non sia più un tabù e che, come si evince dagli studi, basta un po’ di sana consapevolezza da parte del genitore per creare un ambiente più equilibrato in famiglia. Un po’ meno attenzioni per il pargolo preferito e un po’ di più per l’altro ed ecco che tutto si sistema.

Di sicuro in questa visione delle cose cambia la posizioni dei genitori nel gioco delle gelosie. All’improvviso ci rendiamo conto che probabilmente i bambini vedono bene, non sono dei piccoli egocentrici irrazionali che pensano possa essere minata la loro posizione nel mondo familiare, forse semplicemente ci stanno indicando uno sbilanciamento. Io sento di avere senza dubbio delle preferenze. Capisco che a volte quando guardo mio figlio, il mio sguardo muta spessore, i miei sensi si aprono, la mia attenzione è vibrante. Sì, ma quale figlio?

Nel gioco delle statistiche a me sono capitati tre figli maschi. Naturalmente non sono contemplata tra le madri che preferiscono figlie femmine in quanto alter ego dove far ricadere aspettative e proiezioni. Ma nemmeno tra quelle che preferiscono il maschio come contralto a sé, avrei l’imbarazzo della scelta. Non ho nemmeno una dualità che mi salva: non ho un figlio intellettuale e uno sportivo, né il timido e l’estroverso. Ho il tre dalla mia parte, numero divino che spariglia sempre mescolando tutte le componenti in gioco. Sono libera di preferire.

Dando per assodato che i genitori hanno delle preferenze rispetto ai propri figli, farei un passo in più asserendo che le preferenze mutano. Cambiano pelle, cambiano sostanza, cambiano oggetto, cambiano nel tempo. In certi periodi della mia vita con loro ho preferito il più piccolo perché il nostro rapporto stava ancora tutto nel contatto, ed era ciò che in quel momento sapevo di dare al meglio e dal quale ricevevo di più. Poi c’è stato il periodo in cui è stato il mio figlio più grande il mio preferito: tra noi accadevano dinamiche nuove che mi rendevano euforica, con le quali non avevo mai avuto a che fare e che mi stimolavano intellettualmente.

Se non che il mio figlio di mezzo se n’è uscito con quella frase, quella frase su di me, quell’istanza di cura che mi ha donato, come quando ti coglie all’improvviso un’intensa felicità. Ho guardato meravigliata la sua attenzione e mi ha rapita.

Sono la loro madre, sì. Ma come loro, sono una persona regolata da movimenti interiori, che aprono piccole brecce e dove ognuno di loro, in modi e tempi differenti, mette un pezzetto. Questi loro gesti attirano la mia attenzione in un modo particolare e mi viene naturale concedere a questi momenti il privilegio della relazione unica: li innalzo, li idealizzo, rendo speciale in quel momento esatto, la mia relazione con lui, proprio con quel mio figlio lì.

So che in quegli attimi – che possono durare settimane – il mio sguardo su di lui è molto diverso da quello che poso sugli altri due. In quei momenti non percepisco sensi di colpa, so che durà un po’, cerco di gestire al meglio la mia relazione con gli altri, ma la mia preferenza rimane lì. Se io eccedo, la gelosia dilaga. Giustamente. Ha lo stesso sapore dell’innamoramento questo gioco. È un momento magico in una relazione, è una pausa dedicata in una vita di corsa.

Mi sono anche chiesta cosa possa accadere a un figlio unico. È una realtà che non conosco e quindi mi spingo solo ipotizzare che non sia molto differente la mia posizione da quella di un genitore con un unico figlio. Ci saranno momenti di intensa sintonia, seguiti da periodi più ordinari. Penso che anche a una madre con solo un figlio accadranno dei piccoli innamoramenti nei suoi confronti. E questo figlio certamente percepirà l’avvicinamento come la distanza. L’unica differenza è che non avrà un capro espiatorio immediato a cui fare riferimento e forse potrebbe essere più difficile da disvelare questo sentimento sottile.

Noi adulti siamo dentro nel gioco delle gelosie tra fratelli, più di quanto possa sembrare in apparenza. La famiglia è una piccola società dove ogni movimento si ripercuote sull’altro e noi genitori più spesso di quanto crediamo, attiviamo reazioni nei nostri figli.

La gelosia tra fratelli a volte rimanda delle immagini di noi che non riusciamo ad accettare. Riuscire a percepire ed essere coscienti di avere preferenze può aprire molte strade. Una di queste è riconoscere una leggittimità alla scena di gelosia, per esempio. Dare un contenitore a quel sentire così forte è un passaggio da non sottovalutare. Se quel sentimento ha una ragion d’essere nella realtà, se non c’è negazione aprioristica, allora sarà più semplice verbalizzarlo, scioglierlo, metterlo sul tavolo della parola.

La gelosia familiare è palestra delle gelosie esterne che investiranno i nostri figli, dicono gli esperti. Capire che le relazioni mutano e si coltivano e hanno un andamento non lineare e incidono sulle vite di altri e a tratti sono imprevedibili, forse può far diventare la famiglia una palestra anche per l’innamoramento.

Le immagini di questo post, scelte e realizzate da Valentina Pellizzoni e Tommaso Falzone, si riferiscono ad alcuni albi illustrati che trattano il tema della gelosia fra fratelli. Spesso sono felice, di Jens Christian Grøndahl, racconta anche di gelosie fra fratelli mai superate e ancora vive in età adulta.

http://www.topipittori.it

 

Scacciapensieri – edizioni Mille Gru, allo Spazio Libri La Cornice

Sabato 6 maggio ore 16,30

Presentazione di “Scacciapensieri” con letture animate e piccolo laboratorio di “Poesia e pop-up.”

Con Simona Cesana, Dome Bulfaro, Patrizia Gioia e Barbara Colombo.

Accompagnamento musicale a cura di Samuela Marzorati e Azzurra Giudici.

A partire dalla lettura delle poesie inserite nell’antologia, si stimoleranno i bambini a scrivere propri versi poetici che rielaborano le “emozioni”. Ogni bambino sarà poi guidato nella costruzione di un pop-up che interpreterà, attraverso la modellazione e il disegno, il tema affrontato. Ogni bambino concluderà il laboratorio con un suo piccolo pop-up (1 pagina) con suoi disegni e versi poetici.

Dai 6 anni in su, ingresso libero 

 

“Scacciapensieri, poesia che colora i giorni neri”, AA.VV., edizioni Mille Gru

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«La nostra anima è una pianura/E qualche volta è secca, brucia e graffia/ Una carezza è pioggia che la cura/ E che la innaffia»

Sono alcuni versi della poesia “Canzone delle carezze” di Bruno Tognolini, che fa parte delle 64 composizioni raccolte nell’antologia Scacciapensieri, poesia che colora i giorni neri.
Versi, rime, metafore che hanno il potere di evocare un’emozione, di consolare e cullare, di alleggerire i pesi e sciogliere i nodi. In altre parole si tratta di poetry therapy, un progetto che utilizza l’arte poetica come rimedio per guarire i mali del cuore e forse anche del corpo.
A portare avanti da anni questo progetto è l’Associazione Mille Gru, che ha introdotto la poesia in ospedali e centri di accoglienza, hospice, indirizzata a bambini ma anche ad adulti e anziani.

In questa antologia le poesie sono suddivise in “medicine”: amore, dialogo, risata, stupore, natura, tempo,armonia, più una medicina speciale, gli aforismi. Come ogni medicina c’è un libretto delle istruzioni. Per esempio, per la medicina del tempo il modo d’uso consiglia «di allontanarsi dal problema e guardarlo anche a distanza. Se non si riescono a trovare immediatamente le giuste misure, allora si consiglia di affidarsi al tempo». Tra le avvertenze si legge: «gli effetti salutari si potrebbero manifestare già mentre si ascolta e si legge: l’importante è muoversi a ritmo; l’importante è leggere e respirare a tempo».
Molti i poeti che hanno accolto l’invito dei curatori dell’antologia, mettendo a disposizione poesie già edite oppure confezionandone di nuove per l’occasione, come la poliedrica e sensibile Silvia Vecchini di cui leggiamo in “La cura che passa degli occhi”: «La sapienza della ragnatela/ ha fatto una goccia prigioniera./ Osservare è una minuscola miniera/ tesori si nascondono nella cosa più vicina./ Stupore, dolce medicina».

Tra gli altri poeti presenti Roberto Piumini («Sono triste, vieni stella/ con la tua luce lontana,/ fine mite, lieta, sana»), Giusi Quarenghi («Mi piace il vento/ perché spettina il mono. /Mi piace il vento/ perché gioca con tutto./ E ride anche da solo»), Chiara Carminati («Ballo balzo salgo scendo/ giro fletto tiro stendo/ aria aperta e compagnia/ sono un dono d’allegria!»), Vivian Lamarque, Donatella Bisutti…

Anche le immagine che accompagnano le poesie sono lievi e suggestive. Semplici macchie di colore si compongono e scompongono fino a formare delle figure danzanti e delle modelle rivestite di tonalità e cromie. L’artista è Deka, prematuramente scomparso e che accompagnava con il suo tratto lieve le parole di Gramellini quando scriveva per Lo specchio.

Scacciapensieri è uno scrigno pieno di tesori, ma con ali piccine perché nato dal cuore grande di chi lo ha pensato e che ne è diventato esso stesso editore.

Scacciapensieri, poesia che colora i giorni neri, edizioni Mille Gru, a cura di Dome Bulfaro, Anna Castellari, Simona Cesana, Patrizia Gioia.

Articolo di FULVIA DEGL’INNOCENTI tratto da Libri e Marmellata.

J. Peter JACOBSEN “NIELS LYHNE” Iperborea Collana Luci

“Una donna non può essere pura, non deve esserlo. E come potrebbe? Cos’è questa idea contro natura? È per questo che è stata creata? Rispondi! No, mille volte no. Che pazzia è mai questa? Perché con una mano ci innalzate fino alle stelle, mentre con l’altra siete costretti a trascinarci in basso. Non potete lasciarci camminare semplicemente sulla terra al vostro fianco, essere umano accanto a essere umano, e nient’altro? Ci diventa impossibile procedere con passo sicuro in mezzo alla prosa, quando ci avete accecate con i fuochi fatui della vostra poesia. Lasciateci in pace, per amor di Dio, lasciateci in pace!”

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

NUMERO DI COLLANA: 1 LUCI

J. Peter JACOBSEN

Nato a Thisted, nello Jutland, nel 1847, formatosi alla scuola positivista e radicale di Georg Brandes, fu scienziato, botanico, traduttore e divulgatore di Darwin, oltre che poeta e romanziere. Viaggiò molto, soprattutto in Svizzera e in Italia, dove è ambientata una parte di Niels Lyhne (1880). Autore dei Guerrelieder, poi musicati da Schönberg, e del romanzo Maria Grubbe (1876), scrisse racconti e poesie, trasfigurando con il suo cromatismo impressionista la realtà esterna in illusione visiva. Considerato uno dei massimi scrittori della letteratura danese, è morto di tisi nel 1885.

Jacobsen, Gustafsson, Lagerkvist, Hamsun, Bergman, Lagerlöf, Vesaas, Jansson, Stangerup, Hansen.

Nel 2017 Iperborea festeggia 30 anni con una nuova collana, Luci, un viaggio a ritroso nel tempo per riscoprire i grandi classici pubblicati agli albori della casa editrice e introvabili da anni.

Dieci titoli che rappresentano anche un viaggio ideale attraverso 150 anni di letteratura scandinava sulle sue vette più luminose. Una nostra scelta personale e arbitraria, come lo può essere una compilation, tra gli autori che meglio hanno espresso con i loro libri ciò che più amiamo della letteratura venuta dal freddo: i grandi orizzonti, il piacere del racconto, i dilemmi etici ed esistenziali, l’eterno interrogarsi sull’epica, farsesca, tragicomica vicenda umana. E l’attitudine molto nordica di non prendersi mai troppo sul serio.

Un viaggio dedicato ai lettori che ci hanno accompagnato libro per libro fino a questo bel traguardo. In particolare a quelli che alle fiere, via email, via lettera, sui social network reclamano «quando ristampate quel…?». Questi dieci titoli sono tra i libri che negli anni ci avete più richiesto. Li riproponiamo con traduzioni aggiornate e nuove postfazioni in una veste grafica ideata da xxystudio. Le immagini originali delle illustrazioni in copertina sono state realizzate con la tecnica del linocut.

Tanti auguri Iperborea!

“Messa in piega” 12° edizione

“Messa in piega” 12° edizione di CantùArte
a cura di Giampaolo Mascheroni e Peppo Peduzzi.
Presso Villa Calvi, via Roma 8, Cantù.
La mostra si inaugurerà domenica 9 aprile 2017 alle ore 11.
Dal 9 aprile al 14 maggio 2017

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Quest’anno la manifestazione CantùArte organizzata dal Comune di Cantù in collaborazione con l’Associazione Amici dei Musei di Cantù e del suo territorio arriva alla sua dodicesima edizione. Aveva iniziato nel 1995 con la storica mostra dedicata a Bruno Munari, proponendo poi maestri come Luigi Veronesi, Fausto Melotti, Lucio Fontana e altri autori legati al territorio. L’anno scorso, con la mostra “Bianco” si erano ricordati i 40 anni dal cosiddetto “Disastro di Seveso”, quando una parte del territorio brianzolo fu investito dalla bianca nube tossica. In questa edizione si proporrà un tema più “leggero”, già evidenziato dal titolo “Messa in piega”, con una scelta di una ventina di artisti di varie generazioni che hanno usato la modalità operativa del taglio e piega di carta, metallo e altro.

La mostra si è resa possibile con la stretta collaborazione di Casaperlarte-Fondazione Paolo Minoli e di Spazio Libri La Cornice di Cantù.

Naturalmente ci saranno le note “Sculture da viaggio” di Bruno Munari, accanto a opere di artisti già storicizzati come Regina, Sol LeWitt, Grazia Varisco. Ma ci saranno molte sorprese con giovani e meno giovani tra i quali Guido Scarabottolo, Paolo Minoli, Stefano Arienti, Riccardo Gusmaroli, Battista Luraschi, Carlo Cattaneo, Giovanni Lonardo, Yoko Miura, Icio Borghi, Mirella Forlivesi, Rodolfo Colombo, Paolo Mazzuferi, Lino Gerosa, Paolo Sala, Alessandro Marelli.

All’interno della mostra saranno esposti libri e multipli di vari autori, tra i quali Milimbo, Rodtchenko e Attilio. Verranno attivati inoltre laboratori per bambini sul tema del taglio e della piega, e sarà pubblicato un catalogo edito da La Vita Felice di Milano con testi di Marco Belpoliti, Riccardo Zelatore e dei due curatori della mostra.
Sarà quindi un sorprendente percorso attorno alla possibilità di realizzare manufatti artistici semplicemente tagliando e piegando materiali diversi.

La mostra si inaugurerà domenica 9 aprile 2017 alle ore 11 presso Villa Calvi in via Roma e resterà aperta fino a domenica 14 maggio

Orari:
martedì-venerdì 16.00/19.00
sabato-domenica 10,30/12,30 – !6.00/19.00
Chiusa domenica 16 aprile (Pasqua) e 25 aprile.

Presentazione del libro “Scalcinati Fiori” di Pietro Testori

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Sabato 1 aprile ore 17,30
Presentazione del libro
“Scalcinati Fiori” di Pietro Testori
La riscoperta del mondo vegetale dei muri
Garage Edizioni

“Ho scoperto un giardino fra le mura della città”
(Pietro Testori)

Ad accompagnare l’autore in questo “viaggio in giardino”, lo scrittore Stefano Brenna.

“Scalcinati Fiori” è un omaggio alle comunità vegetali dei muri comaschi che, nonostante le difficoltà, riescono a resistere, tanto da creare un’associazione fitosociologica dall’identità ben precisa. Si tratta, infatti, di una flora tipica e non solo della città comense, con struttura e fisionomia uniche, identificabile in una associazione vegetale propria delle mura cittadine.

Il libro è una racconto – analisi, frutto di ricerche personali condotte nell’ultimo trentennio, alla scoperta della florula murale “stanziale e randagia” che, insediata nelle fessure delle pietre, tende ad un rinnovamento continuo di specie e di diffusione.

È un invito rivolto a tutti sull’importanza di conservare un mondo, tipico dell’area comense, piccolo e apparentemente povero, che rischia di scomparire, ma che invece deve rimanere sempre vivo perché anche le future generazioni possano goderne.

Pietro Testori, medico ed esperto conoscitore della vegetazione del territorio comense e della sua storia. Autore di testi come “La consolazione delle piante. Medici, speziali ed erboristi del territorio comense tra Ottocento e Novecento” e “Le piante del cuore e della mente. Ovvero delle erbe velenose e psicoattive del territorio lariano e dell’arco alpino”.

Le avventure di Erasmo. Elogio dell’acqua di Daniela Maddalena. Marcos y Marcos Editore

Spazio Libri La Cornice vi invita sabato 25 marzo ore 16,30 alla presentazione del libro: Le avventure di Erasmo. Elogio dell’acqua con l’autrice DANIELA MADDALENA.

Gli Scarabocchi, Marcos y Marcos Editore.

Letture / dai 7 anni in su…

Si alza un braccio tra le onde del mare: al polso ha un braccialetto di stelle marine.
Lo segue l’altro braccio, e una testa riccia, con due orecchie grandi per sentirci meglio.
Si chiama Erasmo, questo ragazzino, e nuota alla ricerca del suo papà.
Un papà che c’è e non c’è, deve sempre navigare; del resto è un capitano, cosa ci vogliamo fare.
Per le vacanze estive aveva promesso di tornare e invece è scomparso, con tutta la sua nave e l’equipaggio.
Cos’avreste fatto voi?
Erasmo si è tuffato per andarlo a cercare.
Nuota con lui una zia, bislacca e curiosa.
Ha gli occhi distanti come un pesce, e parla solo in rima.
Silenzio, la sentite questa canzoncina?
La cantava sempre il papà di Erasmo sotto la doccia.
Qui, però, la canta un delfino: segno che il papà è passato di là.
E il bottone con le ancore in rilievo impigliato nell’amo di quel pescatore?
Viene certamente dalla giacca del papà.
Un messaggio nella bottiglia dice “Non ascoltate. Aiuto. Il capitano”.
Vuol dire che Erasmo non deve farsi ingannare?
Quella tempesta è troppo perfetta per essere vera, e quella nave è troppo simile all’Arca di Noè. Le sirene nascondono un dolore, e un’amica preziosa, forse una futura fidanzata, è prigioniera nella pancia del pescecane.
Occhi aperti, Erasmo, orecchie tese: l’Acqua è piena di trappole e meravigliose occasioni.
Ci vuole coraggio, in questa avventura, per cavarsela sempre e continuare a nuotare.

Niente paura, non è finita: le avventure di Erasmo continuano nell’Aria.

Illustrazioni di Laura Fanelliok maddalena

Sabato 18 marzo ore 18,30 – Incontro con l’autrice Cristina Portolano e il suo fumetto QUASI SIGNORINA – Topipittori (gli anni in tasca) GRAPHIC

Sabato 18 marzo ore 18,30
Incontro con l’autrice Cristina Portolano
e il suo fumetto QUASI SIGNORINA
Topipittori
(gli anni in tasca) GRAPHIC

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Cristina nasce a Napoli. È la fine degli anni Ottanta e fra camorra, terremoti e incidenti in centrali nucleari, la vita sembra piuttosto complicata. Ma se sei vispa e creativa, c’è una soluzione per tutto: come leggere gli adorati fumetti, disegnare, imparare l’autodifesa da tuo fratello grande, chiacchierare dei tuoi guai con Diego Armando Maradona e scrivere e ricevere lettere dalla Barbie. Tutte cose utilissime per crescere con un’idea personale delle cose e imparare a dire di no ai vestitini che pungono, alle ingiustizie, alle ipocrisie degli adulti, alle idee stupide sulle bambine, come quella che se sei femmina sei una bella bambolina nata per soffrire.

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SABATO ore 18,30 presentazione del libro BRICIOLE DAI PICCIONI con Alessandro Turati – Neo Edizioni

SABATO ore 18,30 presentazione del libro BRICIOLE DAI PICCIONI con Alessandro Turati.
Neo Edizioni
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Un romanzo di formazione fuori da ogni regola, permeato di un’indolenza ai limiti dell’umano, così spinta e raggelante da far schiantare dal ridere.

A detta di Alessio Valentino, quattro sono le tappe della vita: infanzia, adolescenza, alcolismo, disoccupazione. Anche se le ultime due potrebbero essere riassunte nella più canonica “età adulta”.

Condannato a questa, Alessio ripercorre passato e presente per capire, a modo suo, se ci sia mai stata una maturazione, inanellando gli avvenimenti più importanti e ridicoli di ogni età. Affida a un racconto caustico le esperienze e le assurdità del crescere fino al raggiungimento di quella “presunta assunzione di responsabilità propria dell’adulto occidentale”.

Dalla cornice del lago di Como racconta della sua famiglia (uno strambo quadretto di psicopatici), della scuola (inutile e allo sfascio), degli amici (ritardati di provincia), del sesso (mai riuscito), del lavoro (squalificante) e delle droghe (per lo più liquide). Il suo scivolare verso l’assenza di senso – come ogni vita che si rispetti – è una débâcle che diverte da morire.

“Le storie d’amore che preferisco iniziano con una forte attrazione sessuale e terminano che si divaga”

Alessandro Turati è nato nel 1981 a Lecco quand’era in provincia di Como. Vive a Inverigo e lavora a Orsenigo come operaio. Ha una laurea conseguita qualche anno fa presso l’Università Degli Studi di Milano. Per Neo Edizioni nel 2012 ha pubblicato il romanzo Le 13 cose.

IL VIAGGIO DI CADEN di Neal Shusterman, Hot Spot – Recensione di Valentina Pellizzoni

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Mai titolo di libro fu più descrittivo di quanto ci attende nel leggerlo.

Scandito da brevi capitoli che danno un ritmo temporale costante alla lettura, la storia di Caden all’inizio appare spezzata. Un momento siamo a scuola, con la sua famiglia, a casa e un momento dopo siamo su una goletta dei pirati, affrontiamo capitani scontrosi, e teschi parlanti.

Non ci infastidisce questo doppio binario, perché è sempre il giovane Caden che viaggia di qua e di là e nel farsi del libro il perché della deriva piratesca si comprende, e si comincia ad amare intensamente questo giovane uomo così precocemente ‘ancorato’ – è proprio vero che a volte le parole svelano – al suo dolore interiore.

L’autore decide di parlare della malattia mentale con una purezza e una verità e una sincerità ammirevoli, dando forma al magma interiore di Caden cristallizzandolo in mitiche figure piratesche: navi allo sbando, pappagalli parlanti, cuccette oscure e quel mare dai fondali ignoti.

Quando i due mondi cominciano a intrecciarsi i brani lirici sono di una bellezza che ti penetra e non ti abbandona per giorni: come la ragazza che passa il suo tempo guardado fuori dalla finestra dell’ospedale psichiatrico, immobile, che nel mondo di Caden diventa una polena, una statua di ragazza, che lo accoglie tra le sue braccia di legno nei momenti di sconforto.

E’ un libro struggente. E’ un libro sul dolore. Sull’uscita dal dolore. Sull’accettazione dell’incomprensibile, a cui a volte bisogna arrendersi e con cui a volte occorre imparare a convivere.

Tutti lo dovrebbero leggere questo libro, dai ragazzi agli adulti. Il mare oscuro è dentro di noi e intorno a noi, ma se Caden ce l’ha fatta, per noi sarà una passeggiata.

Presentazione del libro COME UN ALBERO con Rossana Bossu’ – Camelozampa Editore

Sabato 4 marzo ore 16,30
COME UN ALBERO di Rossana Bossu’
Camelozampa
Presentazione, lettura del libro, merenda e laboratorio
a cura dell’autrice e illustratrice Rossana Bossù.
dai 5 ai 99 anni, ingresso libero.

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Un’ode alla bellezza della vita, una sinfonia per immagini sulle simmetrie e le corrispondenze nella natura. La crescita e la scoperta della vita raccontate attraverso le azioni comuni a tutti gli esseri viventi. Il nuovo albo dell’autrice e illustratrice di “Quanto è grande un elefante?”, tradotto anche in Corea, Danimarca, Gran Bretagna, Olanda, Spagna e America Latina.

Imperdibile la presentazione in prima assoluta di “Che bello!” con l’autrice Antonella Capetti e l’editore Paolo Canton, allo Spazio Libri La Cornice a Cantù in via per Alzate 9: lettura, merenda, laboratorio, dalle 16.30 alle 18.30. Partecipate!

«Chi ha scelto le parole di questo libro conosce bene i bambini e sa che quando si tratta di domande non è impossibile imboccare scorciatoie. Sa che ogni volta che si accende la scintilla della conoscenza si deve seguire la luce che emana e che porta dritti al centro del mondo sconosciuto.» Grazie a Elisabetta Cremaschi per questa bellissima recensione a “Che bello!” di Antonella Capetti e Melissa Castrillon, da oggi in tutte le librerie.

LA DOMANDA DELLA BELLEZZA di Elisabetta Cremaschi

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Quest’incontro è per noi più che la presentazione di un libro.
E’ una festa. E’ la celebrazione delle relazioni che nascono intessute e curate giorno dopo giorno, a partire dalla genesi di questo libro stupendo.
E’ la voglia di puntare i riflettori su un’amica mossa dalla passione e dalla voglia di esplorare sempre un passo più avanti.
Vi aspettiamo.

Sabato 25 febbraio
Ore 16,30
incontro con
Antonella Capetti
per la presentazione del suo libro
“Che bello!”
illustrato da Melissa Castrillon
Topipittori
sarà presente anche
l’editore Paolo Canton

Antonella Capetti è nata a Grosio, in provincia di Sondrio, il 25 settembre 1967. Ha cominciato a leggere prima dei 5 anni e non ha più smesso. A 20 anni ha iniziato a insegnare nella scuola dell’infanzia, dov’è rimasta per 17 anni. Poi è passata alla scuola primaria, dove dal 2004 insegna italiano. La passione per la lettura, e soprattutto per gli albi illustrati, caratterizza da sempre il suo lavoro: dal 2013 le attività con i suoi alunni sono quotidianamente documentate sul blog Apedario, in cui racconta la sua scelta di insegnare a leggere e scrivere utilizzando gli albi. Ha pubblicato filastrocche e brevi storie. Ma il libro di cui fino ad ora è più orgogliosa è autoprodotto e raccoglie 108 poesie scritte e scelte dai suoi 54 alunni.

Melissa Castrillon vive a Cambridge dove lavora come illustratrice freelance. Nata nel 1986 da madre inglese e padre colombiano, è cresciuta in una cittadina vicino a Londra. Ha passato i primi anni della sua vita a disegnare e arrampicarsi sugli alberi, ora trascorre gran parte del suo tempo sognando di disegnare e arrampicarsi sugli alberi.
Nel 2009 Melissa ha conseguito la laurea triennale e, nel 2014, la laurea specialistica in illustrazione alla Cambridge School of Art. Attualmente si dedica all’illustrazione a tempo pieno, sia nei libri per bambini sia nell’illustrazione editoriale. L’amore per la serigrafia e i colori forti sono una costante nel suo lavoro. Ha collaborato con editori da entrambi le parti del globo, da Faber & Faber a Penguin Random House, Templar, Groundwood books, Simon & Schuster e Topipittori.

Presentazione del libro Che bello! Con Antonella Capetti – Topipittori

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Incontro presentazione del libro “CHE BELLO!” con Antonella Capetti e l’editore Paolo Canton.
Incontro / presentazione / laboratorio / ingresso libero
dai 5 ai 99 anni

CHE BELLO!
di Antonella Capetti e Melissa Castrillon
Topipittori Editore

Anche nella vita di un piccolo bruco possono verificarsi fatti straordinari. È ciò che accade al protagonista di questo albo che, una mattina, mentre è occupato nelle solite faccende, incontra un essere mai visto prima che ha per lui due parole misteriose e seducenti. Da quel momento il bruco non fa che pensarci, chiedendo spiegazioni agli animali che incontra. Tuttavia, di domanda in risposta, anziché sbrogliarsi, le cose si fanno più oscure. Fino a che il povero bruco pensa di aver perso la pace per sempre. Ma proprio quando sta per gettare la spugna, qualcosa appare nel cielo notturno…

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Incontro con Eletta Revelli e il suo libro “Un amore di Clochard”

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Spazio Libri La Cornice
vi invita
giovedì 16 febbraio 
ore 21
all’incontro con Eletta Revelli
autrice del libro Un amore di clochard
Era una strana amicizia, entrambi se ne rendevano conto. Lei, Olivia, la reginetta delle B: buona famiglia, borghese, benestante, brava, bella e pure buona d’animo. Insomma, una “regolare”, anche se al culmine di una serie di frustrazioni professionali, sentimentali e familiari. Lui, Giuliano, un arcobaleno di lettere: alcolista, vagabondo, sregolato, (un po’) tossico, pluripregiudicato. In poche parole, completamente in aria. Eppure, sopra quel palcoscenico degno di nota che è il Lago di Como, qualcosa è accaduto. Due esseri diametralmente opposti, ma inspiegabilmente attratti l’uno verso l’altra, si sono presi per mano e attraverso pregiudizi, paure e confusione, hanno ritrovato il senso della vita. E pensare che tutto comincia (e finisce) da una forchetta.

TUTTO QUELLO CHE NON RICORDO di Jonas Hassen Khemiri – Iperborea – Recensione di Valentina Pellizzoni

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Parto dalla fine.

Parto dall’incontro organizzato da Iperborea con Jonas Hassen Khemiri.

Lui è lì, seduto sul bordo del palco. Lunghe dita, capelli corvini lisci e lunghi, magro, altissimo. L’incontro è finito: legge un brano del suo libro in svedese e da quel corpo esile, escono parole fatte solo di consonanti dure. E’ un effetto straniante. Non diresti sia svedese, no. Eppure lo è. Di padre tunisino, certo, ma che c’entra.

Porta su di sé il marchio della differenza. Come raccontava nel 2013 nell’articolo rivolto all’allora Ministro della Giustizia svedese, in cui le proponeva di scambiarsi la pelle per poter provare l’effetto che fa sentirsi bersaglio di pregiudizi razziali. Nel giro di poche ore l’articolo diventa virale.

Tutto quello che non ricordo parte da un enigma: Samuel è morto in un incidente d’auto, è stato suicidio? O fatale errore?

Come una piece teatrale, il romanzo fa parlare le voci di chi ha conosciuto l’uomo.

Ma man mano che il libro avanza, le voci si intersecano anche contraddicendosi in un climax in crescendo che raggiunge l’apice proprio a metà libro, quando niente pare incasellarsi. Khemiri dice che è un libro sul potere della parola. Le parole erano l’unica certezza che avevo da bambino, continua. Loro mi aiutavano sempre.

Ma il libro racconta anche una storia d’amore bellissima e travolgente, ma anch’essa come dimessa. Immaginatevi un’appassionante storia d’amore narrata con calma, con voce calda e rassicurante:

“Era come se i nostri cervelli avessero suonato insieme in una vita precedente, esercitandosi con le scale e accordando i propri neuroni nella stessa chiave, e adesso finalmente si incontravano di nuovo, potevano sbizzarrirsi anche senza spartito.”

E infine, dice Khemiri, il mio è un libro sull’economia.

Sì perché nel libro i soldi sono i co-protagonisti di Samuel. Lo status sociale differente dei personaggi, che influisce così tanto nelle loro relazioni è forse la parte più dolorosa. Io farei un salto e lo definirei un libro politico anche.

Il finale comunque svela.

I pezzetti nella seconda parte del libro si incastrano.

Le parole dicono la verità.

Valentina Pellizzoni

All’improvviso

Spazio Libri La Cornice vi invita

venerdì 27 gennaio 2017 ore 21

“ALL’IMPROVVISO” 

performance ed esposizione delle opere di Davide Costacurta con la collaborazione di Simone Porro

e la partecipazione di Roberto e Giulia Bianchi

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Vi aspettiamo!
*Si prega di posteggiare all’esterno del cortile. 
Parcheggio consigliato: dietro il negozio Piacere Terra. 

IL CORVO di Kader Abdolah – Iperborea – Recensione di Sara Merighi

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Kader Abdolah
Iperborea Edizione
Nell’estate del 2013 un’amica mi propose un viaggio in Iran. Un suo conoscente, Bezhad, organizzava viaggi per piccoli gruppi di persone che volessero conoscere il suo paese di origine, la Persia.
A fine Luglio ero all’aeroporto di Istanbul ad aspettare il volo per Teheran, completamente impreparata al contatto con un paese la cui storia, la complessità della sua situazione sociale e politica uniti alla bellezza dei suoi manufatti e delle sue città, mi avrebbe affascinato.
Avevo con me Shah-in Shah di Kapuscinsky, l’unico libro che in libreria avevano saputo consigliarmi sull’Iran.
Non lo iniziai neanche, fu un altro lo scrittore che mi accompagnò nel viaggio.
Me lo suggerì Bezhad, in quel aeroporto. Una breve descrizione della sua vita mi convinse a scaricare, seduta stante, sul mio Kindle, tutti i suoi libri allora a disposizione.
Kader Abdolah è uno scrittore iraniano che scrive in lingua olandese.
Scappò dal suo paese pochi anni dopo la Rivoluzione del 1979, quando divenne chiaro che Khomeini stava portando l’Iran verso una situazione peggiore rispetto a quella esistente con lo Scià Rehza Palavhi, e viaggiò tre anni prima di riuscire ad ottenere che un Paese lo accogliesse e gli desse asilo politico. Arrivato in Olanda senza conoscerne la cultura, la lingua, né avere un punto di riferimento, Kader Abdolah (che non è il suo vero nome ma uno pseudonimo, scelto per ricordare due amici uccisi dagli ayatollah) capì che, per non morire di inedia, doveva provare ad integrarsi, imparando, per prima cosa, quella lingua ostica e oramai diventata marginale. La imparò sostanzialmente da autodidatta e quando decise di incominciare a scrivere, lo fece in Olandese.
“Il corvo”, pubblicato da Iperborea in Italia nel 2013, dopo il successo del “Viaggio delle bottiglie vuote”, “Scrittura cuneiforme” e “La casa della moschea “, è forse il coronamento del suo percorso di integrazione. Gli fu commissionato nel 2011 dall’associazione che organizza La Settimana del Libro Nederlandese, un onore che spetta solo a scrittori affermati e che prevede la pubblicazione in altissima tiratura.
In un numero prestabilito di parole, 29.000, l’autore racconta la sua vita, attraverso la voce di un esule di origini iraniane, Refid Foaq.
Refid in Iran sogna sin da ragazzo di diventare scrittore. Inizia a scrivere per raccontare la sua frustrazione nel non poter frequentare la ragazza di cui si è invaghito, poi collabora per un giornale di sinistra sino a quando, testimone della famosa occupazione dell’ambasciata statunitense a Theran, deve lasciare il paese, e lo fa’ affidandosi ad un antico detto : “Prendi la strada e la strada ti guiderà “.
La strada lo guida sino ad Istanbul da cui, per un lungo periodo, non riesce più a proseguire. La permanenza diventa sempre più umiliante e pericolosa :” Tutti i clandestini erano alla ricerca di un trafficante di esseri umani (…) Chi poteva pagare di più veniva mandato nei posti migliori. (…). Per chi non aveva che duemila dollari non restava che l’Olanda.(…) ” Ma era sconsigliata: ” Non farlo, butti via i tuoi soldi. La lingua è impossibile e il paese è microscopico. È un paese dove piove tutti i giorni e c’è sempre vento: lascia perdere”. Ma Refid non ha alternative.
Grazie al potere salvifico dell’immaginazione e dei sogni, alla forza rivoluzionaria della scrittura, all’accettazione del destino e all’amore per la poesia, come sintetizza la sua traduttrice, Elisabetta Svaluto Moreolo, e alla sua enorme forza d’animo, aggiungo,  Refid/Kader Abdolah non solo si salva ma diventa scrittore, come sognava.
L’ Iran ha sempre un ruolo centrale nei suoi libri anche se oramai sono trascorsi tanti anni da quando ha dovuto lasciarlo.
Quando e se vi tornerà troverà un sacco di negozi di lussuosi marchi occidentali, gli Apple Store (il che è un vero mistero visto che sussiste l’embargo da parte degli Stati Uniti) e la dilagante moda delle giovani ragazze iraniane di rifarsi il naso “alla francese”. Ma il paese dove sono state inventate, oltre al polo e ai mulini a vento, tre delle cose più inutilmente indispensabili della storia dell’umanità – la poesia, l’arte del tappeto e l’arte della miniatura – è riuscito incredibilmente a preservare la sua unicità.

Sara Merighi

Siamo accreditati! Ripetiamo: siamo accreditati!!

Attenzione! Attenzione!!
Per tutti gli insegnanti e i diciottenni!
Siamo accreditati!
Ripetiamo: siamo accreditati!!
Non comprate solo computer! Non andate solo al cinema!
Per usare bene quelli, bisogna passare dalle librerie….
Accorrete! Accorrete!

…vi aspettiamo

Spazio Libri La Cornice
via per Alzate, 9
22063 Cantù (Como)
tel. 031 700571 cell. 3421890448
orario: da lunedì a domenica dalle 9,00-12,30 / 15,00-19,30
Il laboratorio la Cornice nasce nel 1987. Inizialmente l’attività si è basata essenzialmente sull’assemblaggio di cornici, successivamente il laboratorio ha inaugurato una sua galleria che ospita opere di vari artisti. La Cornice organizza periodicamente mostre personali e collettive degli artisti presenti nel suo catalogo. Inoltre da alcuni anni è stato introdotto uno spazio libri che ospita volumi di piccoli e micro editori, per lettori da 0 a 99 anni.

Jenny Erpenbeck – VOCI DEL VERBO ANDARE – Sellerio – Recensione di Clara Cappelletti

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Richard vede il lago, dalla finestra di casa sua. Lago tranquillo a luglio e anche adesso, che è quasi autunno.

Quella stessa quiete, che è propria solo di un lago, in qualsiasi momento dell’anno – e noi, qui, lo sappiamo bene – entra nelle pagine di Voci del verbo andare attraverso la penna di Jenny Erpenbeck, scrittrice tedesca che tinge con colori pastello – ben temperati, però – le Storie contenute nel suo nuovo romanzo.
Storie che hanno un luogo e un tempo: Berlino 2013. Storie che, in verità, hanno tanti luoghi e tanti tempi. Perché parlano delle vite sospese di ieri, di oggi e di domani, di chi lascia una terra per varcare una nuova soglia, non riuscendoci o riuscendoci solo in parte.
Vite sospese in cui l’autrice entra in punta di piedi, senza mai calcare, senza correre, senza invadere.

Esattamente come fa Richard, il protagonista del romanzo, professore emerito entrato in congedo, che per la prima volta si trova a fare i conti con il Tempo, e con le diverse possibilità di come riempirlo. Richard è un professore, sì, ma è prima di tutto un pensatore; e strappare un pensatore da tutte le attività pratiche e tangibili che l’hanno accompagnato per una vita, significa condannarlo ad un’unica attività: pensare. E dai pensieri nascono domande, e alle domande spesso non seguono risposte, e Richard si domanda se non impazzirà, a continuare così, ma come spesso succede, in qualsiasi vita o quasi, talvolta le risposte arrivano proprio da dove non ci si aspetterebbe.
Un giorno, a Oranienplatz, Richard vede un gruppo di profughi che manifesta. Uomini caduti fuori dal tempo, o forse rimasti prigionieri del tempo, in una Berlino in cui non poter lavorare, in cui non poter Vivere, in cui il fare niente diviene così ingombrante che vengono organizzate manifestazioni per renderlo più sopportabile. Con la scusa di un progetto di ricerca, Richard entra in punta di piedi nella Residenza dove i profughi trascorrono le proprie giornate. Conosce Rashid, che non sa nuotare, e che quando la barca si è capovolta, si è attaccato ad un cavo ed è sopravvissuto. Uno dei 550 che si è salvato, tra gli 800 che stavano sulla barca; conosce Apollo e la sua vita da schiavo nel deserto, con solo degli animali per amici; conosce Awad, che dal Ghana si trasferisce in Libia, dove suo padre viene ucciso e dove lui viene messo su un pianale di un camion dal quale vede la morte, la guerra, la disperazione. It’s not easy, dice. It’s not easy; conosce Osarobo, che per la prima volta nella sua vita vede un pianoforte e scopre quanto le sue dita, sui tasti neri e bianchi, stiano a proprio agio. Life is crazy, dice qualcuno tra loro. Life is crazy.

Un libro, forse, che non dice niente di nuovo, che parla di qualcosa che ognuno già, a proprio modo e secondo le proprie misure, conosce. Un libro, però, che entra negli strati più umani e viscerali di un tema che oggi appare quasi abusato. Pagine che parlano di Vita e che parlano di Vite risparmiate, sospese, attese, amputate, salvate. Ma non abbastanza.

Un libro, infine, che non parla di eroi e non parla di antagonisti, non tratta di buoni né di cattivi, ma che è in grado di dare una lucida, reale e per niente superba visione di come quella moltitudine di Vite sospese scorre, anche qui, anche oggi, proprio fuori dalla nostra casa.

Clara Cappelletti

LA SIGNORA MEIER E IL MERLO di Wolf Erlbruch, Edizioni E/O – 9 dicembre 2016

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Questo libro inizia così:

“La signora Meier era sempre in pensiero.”

Una vita in pensiero non è una bella vita. Il marito sempre indaffarato in qualche altra attività non prende tanto sul serio le sue apprensioni. Poi, un giorno, la signora Meier trova un piccolo merlo e comincia a prendersi cura di lui. Ha sempre meno pensieri, se non indirizzati al piccolo merlo. Come potrà riuscire ad insegnare al merlo a volare?

Col grembiulone, i grandi polpacci, la pettinatura sempre a posto e la casa in ordine, la signora Meier decide che è il momento di osare e così si arrampica sull’albero col merlo. Riuscirà a farlo volare? Cosa farà?

Il finale non lo svelo, ma è d’una tenerezza sconvolgente. Vorrei essere io quella donnona fragile a cui si è dischiusa all’improvviso una via. Che è riuscita a far volare via i propri pensieri, usandoli nel modo migliore.

Erlbruch è il marito distratto della signora Meier, sempre intento a creare qualcosa, eppur presente che nell’ultima pagina chiede: “Allora, i miei due merli: avete volato?”

LA LIBERTA’ DEL GATTO di Giuseppe Prezzolini, Ed. Henry Beyle – 8 dicembre 2016

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E’ il gatto l’animale più fantasioso ch’io conosca; dotato, per soprappiù, di spirito umoristico e da circo come nessun altro. Se ne sta sonnolento ore e ore; poi sobbalza, e con quelle sue lanternone spalancate, eccolo che si mette a spiare chi sa mai quali apparizioni e misteriosi passaggi; o a guardar fisso in un punto della stanza, che poi va ad esplorare con precauzione infinita, come se avesse ad esserci nascosto un ladro; e talora a inseguir in un angolo rimoto e sotto i mobili qualche larva od apparizione che noi non vediamo.

DA QUANDO HO INCONTRATO JESSICA di Andrew Norriss, Il Castoro ed. – 7 DICEMBRE 2016

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Recensione di Samuel (12 anni)

 

Da quando ho incontrato Jessica è un libro a mio parere molto profondo che rispecchia, in una storia di avventura paranormale, in modo semplice e diretto il tema della depressione tra ragazzi che si sentono “diversi” e incompresi avendo un difetto, o qualsiasi diversità fisiche o morali, ma che sono molto valenti nel proprio organismo.

Mette in evidenza il difetto principale dell’uomo: la paura (che può trasformarsi in odio) del diverso. Per me il romanzo vuole far capire ai ragazzi che l’uscita da quel “baratro”(come lo si definisce nel romanzo) di prese in giro, delusioni continue da parte di chi ti sta intorno eccetera, non deve essere un pretesto per cercare di isolarsi o addirittura di arrivare a ferire qualcuno o ferire te stesso, anzi esistono molti altri mezzi per riuscire a liberarsi da quel peso sulle spalle; per esempio in questo libro la venuta di Jessica incombe sul protagonista come un raggio di sole, perché è grazie a lei che riuscirà a liberarsi e a continuare la sua vita in modo normale.

TAGLIARE LE NUVOLE COL NASO di Ella Frances Sanders, Marcos y Marcos – 6 dicembre 2016

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METTERSI UN GATTO IN TESTA – Giapponese

Mettersi un gatto in testa vuol dire fingersi innocente, simulare dolcezza per indurre gli altri a crederti assolutamente angelico quando in realtà non lo sei affatto.

I VASI MEZZI VUOTI FANNO PIU’ RUMORE – Hindi

A volte un messaggio importante si può comunicare in poche parole e capita persino, quando il momento è propizio e gli astri allineati, di poter dire tutto anche in silenzio.

GLI ACINI D’UVA ANNERISCONO GUARDANDOSI A VICENDA – Turco

L’idea alla based i questo detto è che finiamo per assomigliare alle persone con cui stiamo, e che maturiamo imparando da coloro che ci circondano.

ICIO!

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ICIO!
FESTONI E FISARMONICHE DI CARTA DI ICIO BORGHI.
Inaugurazione SABATO 10 DICEMBRE 2016 ORE 18
dal 10 dicembre 2016 al 24 dicembre 2016 e dal 10 gennaio al 21 gennaio 2017

Icio Borghi, nato nel 1980 a Mirabello di Sotto e residente da diversi anni a Mirabello di Sopra (Como), è un autodidatta nel campo artistico e si dedica alla realizzazione di collage e sculture di carta solo per puro divertimento, alla ricerca di un segno lontano dai patemi romantici dell’arte.

LA GIOIA DI SCRIVERE di Wislawa Szymborska, Adelphi – 5 dicembre 2016

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UN AMORE FELICE

Un amore felice. E’ normale?
E’ serio? E’ utile?
Che se ne fa il mondo di due esseri
che non vedono il mondo?
Innalzati l’uno verso l’altro senza alcun merito,
i primi qualunque tra un milione, ma convinti
che doveva andare così – in premio di che? Di nulla;
la luce giunge da nessun luogo –
perché proprio su questi, e non su altri?
Ciò offende la giustizia? Sì.
Ciò infrange i princìpi accumulati con cura?
Butta giù la morale dal piedistallo? Sì, infrange e butta giù.
Guardate i due felici:
se almeno dissimulassero un po’,
si fingessero depressi, confortando così gli amici!
Sentite come ridono Р̬ un insulto.
In che lingua parlano – comprensibile all’apparenza.
E tutte quelle loro cerimonie, smancerie,
quei bizzarri doveri reciproci che s’inventano –
sembra un complotto contro l’umanità!
E’ difficile immaginare dove si finirebbe
se il loro esempio fosse imitabile.
Su cosa potrebbero contare religioni, poesie,
di che ci si ricorderebbe, a che si rinuncerebbe,
chi vorrebbe restare più nel cerchio?
Un amore felice. Ma è necessario?
Il tatto e la ragione impongono di tacerne
come d’uno scandalo nelle alte sfere della Vita.
Magnifici pargoli nascono senza il loro aiuto.
Mai e poi mai riuscirebbero a popolare la terra,
capita, in fondo, di rado.
Chi non conosce l’amore felice
dica pure che in nessun luogo esiste l’amore felice.
Con tale fede gli sarà più lieve vivere e morire.

IL SENSO DELLA VITA di Irvin D. Yalom – Neri Pozza – 3 dicembre 2016

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Diciamo che un titolo così è anche un titolo coraggioso. Coraggioso nel senso di sfrontato tanto da parere arrogante.

Infatti l’ho aperto con un sopracciglio alzato. Sono racconti della vita lavorativa di Irvin D. Yalom, stimato psichiatra newyorchese. Ho cominciato a leggere il primo pezzo e ho capito che era il libro per me, il titolo: Mamma e il senso della vita.
Qui Yalom racconta di un sogno recente, fatto a più di sessant’anni in cui lui, su un vagoncino di una giostra da luna park, chiede alla madre a terra:
“Come me la sono cavata, mamma? Mamma, come me la sono cavata?”
Ma mamma è sotto due metri di terra.
Il racconta si snoda sulla figura di questa yiddis mame tremenda, rozza, arguta:
“Il grande enigma della mia infanzia fu: Come fa papà a sopportarla?”
Ma soprattutto sull’incredulità di Yalom, che ha dedicato tutta la propria vita lavorativa a cercare di separare i propri pazienti dalla figura materna, ad invidiare le madri amorevoli degli altri.
“Io sono uno scrittore e mamma non sapeva leggere. Tuttavia è a lei che mi rivolgo per un giudizio sul significato del lavoro della mia vita.”
E’ di un’onestà intellettuale notevole questo brano e nell’onestà c’è sempre una marca forte di generosità a me pare.
Il resto del libro è molto forte, avendo lo psichiatra lavorato per anni sull’elaborazione del lutto, però riesce sempre a mantenere tra sé e il proprio paziente un legame mai unilaterale, Yalom entra nelle problematiche, a volte con fatica le elabora, a volte è messo in scacco, a volte tende agguati, altre è lui a cadere.
In fondo racconta di sé, del proprio avanzare personale nelle fatiche della vita, aiutato anche dai propri pazienti, come è giusto che sia, mi vien da dire.
Il racconto della madre finisce con un fitto dialogo tra i due, dove lui chiede conto e lei tiene testa fino alla battuta finale della madre:
“Il tuo sogno? E’ proprio questo che ti volevo dire. E’ questo il tuo errore, Oyvin, il fatto di pensare che io fossi nel tuo sogno. Quello non era il tuo sogno, Sonny, era il mio. Anche le madri possono fare dei sogni.”

CHIEDIMI COSA MI PIACE di Bernard Waber e Suzy Lee – Terre di mezzo editore – 2 dicembre 2016

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Un papà e una bambina escono di casa, un cappellino blu lui, un cappottino rosso lei. Una passeggiata li attende.

L’incipit del libro segna il passo:
“Chiedimi cosa mi piace.
Cosa ti piace?
Mi piacciono i cani.
Mi piacciono i gatti.
Mi piacciono le tartarughe.
Mi piacciono le anatre.
Le anatre in cielo? O le anatre in acqua?
Mi piacciono le anatre in cielo.
No, nell’acqua. Mi piacciono tutte e due.
Che altro ti piace?”
Nel farsi di questo serrato dialogo l’illustrazione si stringe o si allarga nel paesaggio autunnale, con l’abile mano di Suzy Lee che amiamo così tanto.
Mi ritrovo spesso a rileggerlo questo libro. Mi dà pace. Apro anche a volte le pagine a caso e semplicemente osservo le colorate illustrazioni a pastello.
Penso che per scrivere un testo così, devi conoscerla proprio bene la dialettica dell’infanzia, che ha sue regole non tanto sintattiche, quanto di ritmo, di tono, di respiro.
Ma soprattutto mi pare bellissima l’idea di vertere quel semplice atto del passeggiare, intorno alle domande. Che i bambini a noi adulti ce ne fanno tanto spesso e che spesso invece dovremmo farne noi a loro molte di più.
Se mi è concesso, ma pare più un libro filosofico, socratico in particolare. Dialogare ed indagare per scoprire. Rispondere ad un bambino con una domanda apre mondi infiniti. Dice che la curiosità sposta le cose, dice che è bello sapere cosa ne pensa, dice che sempre c’è più di una risposta, dice che puoi partire da un elenco di cose ed arrivare oltre ed oltre.
“Aspetta. Chiedimi qualcos’altro.
Cosa?
Chiedimi se voglio un altro bacio della buonanotte.
Vuoi un altro bacio della buonanotte?
Sì, vorrei un altro bacio della buonanotte.
Buonanotte.
Buonanotte.”

LA POSIZIONE DELL’ORSO di Eloisa Scichilone

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Eloisa Scichilone presenta il suo libro
LA POSIZIONE DELL’ORSO Lo yoga allegro per tutti!!
Sabato 3 dicembre 2016 ore 17,30
Segnatevelo!

Morellini Editore

La posizione dell’orso – Lo Yoga allegro di Merudan è una visione leggera e divertita dello Yoga vissuto attraverso i giochi, le domande, i dubbi, le paure e i disagi di un grosso orso che a modo suo ci aiuta a superare ciò che incontriamo non solo nella pratica Yoga ma nella vita quotidiana. L’orso Merudan rappresenta la nostra parte animale, quella parte più o meno sopita in noi che ci rende aggressivi, competitivi, gelosi, a volte un po’ pigri e spesso allegri e giocosi. Una parte che noi cerchiamo spesso di nascondere o soffocare ma che se invece imparassimo ad ascoltare ed affiancare agli altri nostri “Io” forse potrebbe regalarci una nuova visione di noi stessi e del mondo. Un percorso raccontato in 6 anni di blog e pubblicazioni su Yoga Journal, con qualche cambio di stile e di carattere in concordanza col mutare della vita dell’autrice che si rivolge sia a chi inizia (o vorrebbe farlo) a praticare Yoga sia a chi pratica da tempo, ricordandoci di prendere la vita con leggerezza e che non importa cosa si fa, ma come.

Eloisa Scichilone è illustratrice e al tempo stesso insegnante di disegno artistico e di yoga: i suoi disegni hanno illustrato libri per grandi e piccini e magazines in Italia e all’estero. Dal 2000 si dedica allo Yoga secondo gli insegnamenti Integral Yoga di Sri Swami Satchidananda e negli anni si è formata per l’insegnamento della pratica. Nella vita come nel lavoro cerca di unire tutte le sue passioni intrecciando così le diverse discipline: disegnando di Yoga e di tanto in tanto facendolo praticare ai suoi allievi di disegno.

Carlo Boccadoro con il suo libro “Le 7 note per 7 musicisti” allo Spazio Libri La Cornice

 

Giochiamo tutti per terra – Un pomeriggio giocando con Djeco

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SABATO 19 NOVEMBRE DALLE ORE 16,30 ALLE 18,00
Un pomeriggio dedicato ai giochi in scatola di DJECO!
Finalmente apriremo le scatole!!
Ci saranno tre postazioni gioco per tre diverse fasce d’età:
3-6 e 6-9 e 9-12
Giocheremo insieme a Roberta, collaboratrice della famosa casa di produzione di giochi francese, nonché inventrice di giochi!
INCONTRO GRATUITO – Venite a giocare!
Vi aspettiamo!

Fata Morgana allo Spazio Libri la Cornice!

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Sabato 12 Novembre alle ore 16 
Fata Morgana allo Spazio Libri la Cornice!
 
“Quando un libro va in scena”
presentazione dello spettacolo
TU SEI ME?
tratto da “L’Orso che non c’era” di W. Erlbruch – E/O
e anche
letture animate tratte dai libri di Erlbruch
con Cristina Quadrio – Marta Stoppa – Pia Mazza

Età: dai 4 anni ai 12 anni

INGRESSO LIBERO – vi aspettiamo!
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Lo spettacolo si terrà
Domenica 20 novembre ore 15 presso il teatro comunale San Teodoro.

Pinna morsicata con Cristiano Cavina allo Spazio Libri La Cornice

Pinna morsicata con Cristiano Cavina allo Spazio Libri La Cornice

marcos y marcos editore – Gli Scarabocchi
Illustrazioni di Laura Fanelli
Il libro è una bella storia!
Cristiano Cavina a Cantù allo Spazio Libri La Cornice per leggere e raccontare Pinna Morsicata con Clara Cappelletti e Sara Merighi Gelsomina Bianchi).
Sottofondo musicale di Carlotta Bresciani.
Post-produzione: latteriasociale2016

Pinna Morsicata con Cristiano Cavina a Cantù!

SABATO 29 OTTOBRE ORE 17 allo Spazio Libri La Cornice.
PINNA MORSICATA di Cristiano Cavina 
Marcos y Marcos Editore – Gli Scarabocchi
Il libro è una bella storia!
Cristiano Cavina è a Cantù allo Spazio Libri La Cornice per leggere e raccontare Pinna Morsicata con Clara Cappelletti e Sara Merighi.
Sottofondo musicale di Carlotta Bresciani.
A seguire, un piccolo e delizioso rinfresco.
Ingresso libero.
Per tutte le età.
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PINNA MORSICATA
Cristiano Cavina
MARCOS Y MARCOS Gli Scarabocchi
Illustrazioni di Laura Fanelli

Pinna Morsicata, il protagonista del libro di Cristiano Cavina, edito da Marcos y Marcos, è un delfino a cui, da piccolo, uno squalo ha portato via la mamma e un pezzo di pinna caudale.
“Ne ho incrociati anch’io a volte (di squali) . Creature davvero interessanti…” cerca di minimizzare il suo compagno di viaggio Spigolo, uno strano pesce che assomiglia di fianco a una valigia e di fronte a una busta della spesa. “Purtroppo hanno la cattiva abitudine, essendo al vertice della catena alimentare, di trattare le altre creature come diverse portate sul menù del giorno”.
Ma Pinna Morsicata non ha tanta voglia di minimizzare.
E non ha neanche voglia di compagnia, ora che ha perso anche il suo Clan, quello di Muso Lungo, che lo ha cresciuto e protetto.
E’ tristissimo e vuole solo vagare, in solitudine, per l’oceano, crogiolandosi nel ricordo e nell’autocommiserazione di quanto ha perduto.
Eppure era stato un giovane delfino avventuroso, pieno di energie, curioso, convinto che la sua ferita sulla pinna fosse un indizio del suo essere speciale.
Oramai, però, ha deciso: sparirà per sempre, nelle profondità più buie e fredde del mare… dove certamente non immaginava di imbattersi nel petulante Spigolo.
“Te ne vai in giro come un eroe ferito, portando qua e là i tuoi sensi di colpa come se fossero medaglie” lo provoca quello strano pesce.
Non vi raccontero’ ciò che Pinna Morsicata scoprira’ di se stesso grazie all’amicizia di Spigolo.
Vi anticipo solo che vale la pena leggere questo libro per ragazzi, pur non essendolo più da un pezzo, se siete tra coloro che aspettavano Natale per andare al cinema a vedere l’ultimo film di Walt Disney, perché, secondo me la leggerezza, la giocosità, l’immaginazione di Cristiano Cavina ricorda un po’ quel modo di raccontare lì. Ne vale la pena anche se siete tra coloro che ancora si dibattono, aiutati o meno, nel tentativo di capire se stessi per cercare di vivere meglio, perché vi troverete una bella esemplificazione di una delle ferite più comuni e forse più faticose da curare, quella che l’affetto di un intero Clan non riesce a riempire, la ferita dell’abbandono.
E se non vi ritrovate né in un un caso, né nell’altro ma lo leggerete comunque ai vostri figli e nipoti è possibile che, anche inavvertitamente, Pinna Morsicata rianimi e nutra quella piccola parte di voi che ancora spera di cambiare un po’ il mondo.
Recensione di Sara Merighi Advertising & Communications Sky Italia

http://www.marcosymarcos.com/libri/pinna-morsicata/

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Si prega di posteggiare all’esterno del cortile. Parcheggio consigliato: dietro il negozio Piacere Terra. (vedi piantina)
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Alessandra Racca – Consigli di volo per bipedi pesanti – Neo Editore

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Sabato 22 ottobre 2016 ore 18  Spazio Libri La Cornice

Alessandra Racca
reading della raccolta di poesie
Consigli di volo per bipedi pesanti – Neo edizioni
Sottofondo musicale di Azzurra Giudici e Samuela Marzorati

Alessandra Racca, torinese, conosciuta sul palco e sul web come la “Signora dei calzini”, scrive poesie che si sono infilate in rete, riviste, pubblicazioni varie e nelle raccolte Nostra signora dei calzini (2008, Ed. Seed), Poesie antirughe (2011, Neo Edizioni) , L’amore non si cura con la citrosodina (2013, Neo Edizioni).

Consigli di volo per bipedi pesanti (2016, Neo Edizioni) è il suo ultimo libro.

Appassionata di poesia “ad alta voce”, fermamente decisa a dimostrare che la poesia non è una noia, è autrice di reading nei quali mescola poesia e teatralità a una dose massiccia di ironia e musica.

Dal 2008 porta i reading in viaggio per l’Italia, collaborando con musicisti ed altri artisti, leggendo su spiagge, piazze, in locali fumosi, su piccoli e grandi palchi, al Sud, al Centro e al Nord, in biblioteche, teatri, festival, boschi, librerie, sexy shop e una volta anche in canoa.

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Presentazione dell’albo Sole Luna Stella di Kurt Vonnegut

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Sabato 15 ottobre ore 18, allo Spazio Libri La Cornice di Cantù, c’è l’incontro con l’editore Paolo Canton e presenteremo il libro SOLE LUNA STELLA di Kurt Vonnegut, con le magnifiche illustrazioni di Ivan Chermayeff.

Leggerà per noi Alberto Riolo

Traduzione di Monica Pareschi
Copertina di Riccardo Falcinelli
Adattamento grafico Anna Martinucci
Topipittori
Incontro gratuito.

Pubblicato da Hutchinson nel 1980 con il titolo Sun Moon Star, questo gioiello della letteratura americana recentemente riscoperto è, per la prima volta, pubblicato in Italia. Vonnegut racconta la notte di Natale e la nascita del Creatore e lo fa in modo magistrale da una prospettiva insolita: ironica e poetica allo stesso tempo. Ivan Chermayeff fa lo stesso con illustrazioni essenziali. Il risultato è un capolavoro assoluto di precisione e incanto.         

Kurt Vonnegut è una delle voci più singolari della letteratura americana. Nato nel 1922 a Indianapolis, studiò all’Università di Chicago e all’Università del Tennessee. Durante la seconda guerra mondiale, venne fatto dai prigioniero dei tedeschi e assistette ai bombardamenti della città di Dresda. A questa esperienza s’ispira la sua opera più celebre e influente, Mattatoio n. 5. Gli scritti di Vonnegut spaziano in generi diversi: dal romanzo, al racconto, al saggio, alla pièce teatrale, all’articolo giornalistico e alla corrispondenza, alcuni dei quali pubblicati postumi. Sole luna stella è il suo unico libro per bambini.
 
Ivan Chermayeff è tra i più noti e prolifici graphic designer, artisti e illustratori degli Stati Uniti. Dopo essersi laureato a Yale, ha fondato insieme a Tom Geismar lo studio Chermayeff & Geismar, dando vita a centinaia di loghi e icone divenuti famosi in tutto il mondo. Tra i numerosi riconoscimenti ottenuti nel corso della sua carriera ci sono la Yale Arts Medal, la Medaglia d’Oro dell’American Institute of Graphic Arts e della Society of Illustrators e la carica di membro del consiglio di amministrazione del MoMa, che ha svolto per circa vent’anni.
 
Monica Pareschi vive a Milano, dove traduce e lavora come editor di narrativa per le maggiori case editrici. Ha tradotto e curato, tra gli altri, Doris Lessing, James Ballard, Bernard Malamud, Paul Auster, Alice McDermott, James Hogg, Muriel Spark, Willa Cather, Edith Wharton e Shirley Jackson. Per Neri Pozza cura la collana Le Grandi Scrittrici, dedicata ai classici femminili, in cui è uscita di recente una sua nuova traduzione di Jane Eyre di Charlotte Brontë. Attualmente è impegnata in una nuova traduzione di Wuthering Heights per i Classici Einaudi. Suoi racconti e interventi sono apparsi su diverse testate. Tiene corsi e seminari di traduzione letteraria e editing in diverse università. È autrice di E’ di vetro quest’aria, Italic Pequod, Ancona, 2014, per il quale ha vinto il Premio Renato Fucini 2014, dedicato alla narrativa breve. Ha inoltre ricevuto una menzione speciale al Premio Arturo Loria 2014, ed è stata finalista al Premio Bergamo 2015. Vive a Milano con suo figlio Enthry.
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Spazio Libri La Cornice
via per Alzate, 9
22063 Cantù (Como)
tel. 031 700571 cell. 3421890448
orario: martedì-sabato 9,00-12,30 / 15,00-19,00
Il laboratorio la Cornice nasce nel 1987. Inizialmente l’attività si è basata essenzialmente sull’assemblaggio di cornici, successivamente il laboratorio ha inaugurato una sua galleria che ospita opere di vari artisti. La Cornice organizza periodicamente mostre personali e collettive degli artisti presenti nel suo catalogo. Inoltre da alcuni anni è stato introdotto uno spazio libri che ospita volumi di piccoli e micro editori, per lettori da 0 a 99 anni.

Incontro con Giusi Quarenghi

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Sabato 8 ottobre ore 17, allo Spazio Libri La Cornice di Cantù, c’è l’incontro con Giusi QUARENGHI e presenteremo il suo libro ASCOLTA salmi per voci piccole. Per l’occasione avremo tutti i suoi libri pubblicati da Topipittori.
Età: Per tutti, ingresso libero.

Ascolta. Salmi per voci piccole è una raccolta poetica unica che muove i suoi passi dalle epoche remote dei testi biblici per arrivare a noi, con la forza intatta e l’inarrivabile intensità di una testimonianza attualissima. Una guida per riconoscere il mondo e se stessi, per dire il bisogno di protezione e assoluto che abita il cuore umano, per incontrare la paura, la gioia, la rabbia, l’amore, la disperazione, l’incanto che tutti sperimentiamo, piccoli e grandi. Quaranta splendidi salmi riletti da Giusi Quarenghi e illustrati daAnais Tonelli, astro nascente dell’illustrazione italiana, qui alla sua prima, incredibile prova.

Giusi Quarenghi è nata a Sottochiesa, in Val Taleggio, nel 1951 e vive a Bergamo. Ha scritto racconti, filastrocche, storielle, testi di divulgazione, sceneggiature, romanzi; ha rinarrato fiabe e miti; ha riproposto i Salmi ‘per voce di bambino’. Ha pubblicato con Eelle, Coccinella, Bibliografica, Capitello, La Margherita, Panini, Mondadori, Giunti, San Paolo, Nuages. Nel 2006, ha vinto il Premio Andersen come miglior scrittore. Del 1999, è la prima raccolta di poesie Ho incontrato l’inverno(Campanotto); del 2001, è Nota di passaggio (Book); del 2006, Tiramore (Marsilio).

Anais Tonelli nasce a Genova e attualmente vive a Marsiglia (con due gatti e un cuoco) dove disegna, ricama e sperimenta. Formatasi in Scenografia all’Accademia Ligustica di Belle Arti, nel 2010 viene selezionata al Master di Illustrazione per l’Editoria ARS IN FABULA. Nel 2012 collabora con la rivista spagnola Cuentos Para el Anden e in seguito si occupa di didattica tenendo laboratori artistici con bambini e ragazzi presso il Comune di Genova e lo Studio Fotokino (Marsiglia). Con quest’ultimo collabora anche come illustratrice freelance e mediatrice culturale. Le sue illustrazioni sono state esposte in mostre collettive e personali in Italia e in Francia. Ascolta è il suo primo albo illustrato.

Topipittori. Creata a Milano, nella primavera del 2004, da Paolo Canton e Giovanna Zoboli, Topipittori è una casa editrice specializzata in libri illustrati per bambini e ragazzi. Topipittori nasce da un interesse comune verso i libri, intesi come strumenti di conoscenza, gioco, educazione intellettuale, emotiva ed estetica. In questo senso, il libro illustrato si rivela uno strumento fondamentale per impostare un rapporto non passivo con il sapere, il pensiero, i sentimenti, e un medium eccezionale per sviluppare e formare l’abilità di decodificare la realtà attraverso i simboli umani dell’arte, della comunicazione, della cultura. La capacità di leggere e comprendere i simboli, e di esprimersi attraverso essi, è, infatti, una competenza cruciale nel nostro tempo, che sempre più dovrebbe essere praticata e raffinata, per arricchire la vita dei singoli, ma soprattutto per crescere nel senso più autentico del termine, in vista di un’autonomia piena, responsabile e matura.

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IL RE DELL’UVETTA di F. Sjoberg – Recensione di Valentina Pellizzoni

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Ci sono libri che all’aprirsi, non aprono solo un mondo, ma mille ne aprono. E questo è il tratto principale dei libri di Fredrik Sjoberg. L’intento del libro è chiaro: narrare la biografia dello zoologo svedese Gustaf Eisen, massimo esperto di lombrichi, di uvetta passa, di ritratti di Washington e tanto altro, come scopriremo nell’addentrarci nel racconto. Questo vogliamo leggere, di lui vogliamo sapere, certo. Il fatto è che le prime pagine in realtà narrano di Sjoberg a dodici anni, quando la sua insegnante di cucito dà come esercizio la creazione di una sciarpa lavorata a maglia. Lui è puntiglioso, meticoloso, tanto che il risultato è di un punto così fine che la sciarpa sembra un pezzo di legno. Cosa centra questo con Eisen, vissuto a cavallo tra otto e novecento? C’entra eccome. Sjoberg oscilla tra la propria biografia e quella dello zoologo in un continuo rimando e riflesso di due persone accomunate da medesime passioni. Niente sazia i due. La loro vita è assetata di ricerca, di desiderio di conoscenza, anche di possesso. Quel che traspare è che nell’atto del collezionare non c’è mero desiderio di completezza, ma ricerca della felicità, di senso, fusione tra vita e lavoro, atto artistico puro in effetti. Non è un libro biografico, mi verrebbe da dire, ma un libro, di nuovo dopo il primo, filosofico.

C’è un brano molto commovente circa a metà del libro in cui Sjoberg narra della perdita improvvisa di un caro amico. Lui è disperato, passa giorni a piangere. Un pomeriggio i suoi due figli vanno nel suo studio:

“L’inquietudine li aveva spinti a correre fino a un ceppo marcio dove si erano messi a frugare fino a che non avevano trovato uno scarabeo. E ora eccoli lì, con una timida meraviglia nei grandi occhi spalancati. “E’ per te.” “Papà sei contento adesso?” Ancora oggi mi capita di mettermi a piangere quando vedo un Ampedus sanguineus, non so se per il dolore o per la felicità, probabilmente per un misto dei due.”

Una cura alla fatica di vivere è il collezionismo, forse. Una forma d’arte, un anelito. Fatta di piccole cose in questo caso: piccoli animaletti, piccolissimi dettagli, piccole aree geografiche studiate.

E comunque, un libro così generoso da riempirmi di curiosità, tanto da farmi andare a cercare sul web le fattezze della mosca Callicera oppure i quadri di Strindberg a me pare abbia già fatto il suo sporco dovere.

24 SETTEMBRE: I QUADRITOS di BRUNELLA TEGAS

I Quadritos, altari pagani in memoria di persone di varie
epoche e dalle storie più disparate.
Un tentativo di riportare alla memoria accadimenti a volte molto lontani nel tempo, a volte più recenti, dove le storie evocate, più delle stesse biografie, assurgono a oggetto di riflessione.
Ogni Quadrito è un pezzo unico fatto a mano, al centro del quale, in un contorno di stoffe colorate, fiori e ornamenti dal sapore centroamericano, è posta una foto del personaggio, sempre accompagnata da uno o più oggetti in miniatura che ricordano la storia o una delle storie della sua esistenza.
Troverete volti noti del mondo della cultura e dell’arte, esponenti di movimenti rivoluzionari e lotte sociali, inventori, calzolai, sportivi e matematici…..alcuni li conoscerete, altri li scoprirete, ma ogni storia, merita di essere raccontata e tramandata.

Oltre 200 personaggi per altrettante storie, perché la loro anima viaggia lenta, ma viaggia ancora…

QUANDO: Sabato 24 settembre 2016 (inaugurazione) – 15 ottobre 2016

A CHE ORA: 18,30

PER CHI: Per gli adulti  e per i bambini curiosi

QUANTO COSTA: niente

DETTAGLI: performance dell’artista e rinfresco

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BRUNELLA TEGAS
Già attrice di strada, cantora della tradizione popolare, giocattolaia, girovaga per vocazione, risiede al momento a Bologna, dedicandosi a tempo pieno a i Quadritos dal 2004.
Alle spalle un percorso di studi distante dalle sue inclinazioni. Convinta della necessità di una formazione permanente alla vita, vi si applica nel quotidiano.

i Quadritos sono stati ospitati in mercati e mostre personali e collettive in diverse città, tra cui Milano, Bologna, Trieste, friburgo, Berlino, Napoli, Pietrasanta, Verona…

Carla Ghisalberti presenta la nuova collana Pulci nell’orecchio

SABATO 20 MAGGIO INIZIAMO ALLE ORE 16,30

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Sabato Carla Ghisalberti sarà di nuovo con noi!
Ci parlerà della nuova collana Pulci nell’orecchio di Orecchio Acerbo.
Ma noi la conosciamo, e partirà da lì e poi chissà dove ci condurrà.
Imperdibile è la parola giusta.
(La mattina diversi studenti della scuola media Anzani avranno la fortuna di incontrarla e sentirla leggere…)

Pulci nell’orecchio
Storie che saltano di testa in testa lasciando il prurito contagioso della lettura. Piccoli capolavori ritrovati, grandi autori classici che ci consegnano schegge d’infanzie indimenticabili. Bambini che si misurano con un mondo severo, estraneo e, spesso, assurdo e incomprensibile: quello degli adulti. 
Illustrazioni di Fabian Negrin
Orecchio Acerbo Editore
incontro gratuito dagli 8 anni in su.

Lo zio del barbiere e la tigre che gli mangiò la testa
di William Saroyan
Rex di D. H. Lawrence
Canituccia di Matilde Serao

Carla Ghisalberti, dopo essersi occupata per vent’anni di arte medievale, decide di ‘voltare pagina’ o, più correttamente, di ‘voltare le pagine’. Intraprende un’attività -quasi pionieristica per l’epoca- di promozione della lettura nelle scuole, nelle biblioteche e nei centri culturali. Diffondere la letteratura di qualità, avvicinare ed abituare bambini e ragazzi alla pratica del leggere sono suoi obiettivi primari. Consapevole del forte valore pedagogico che queste azioni comportano, nel 2003 fonda l’associazione culturale Mi leggi ti leggo. Dal 2011 cura un blog di letteratura per bambini e ragazzi dal nome Lettura candita.Complice questa attività, viene chiamata a far parte della redazione di Orecchio acerbo a partire dal 2012