Gatto Felice di Giovanna Zoboli e Simona Mulazzani – Topipittori

Gatto Felice di Giovanna Zoboli e Simona Mulazzani – Topipittori

Dicono che un gatto sotto il tavolo sia sempre felice.

20171109_164556 (1).jpg
Ma anche sopra non disdegna, in genere.

20171109_164434.jpg
Dicono anche che a volte se ne vadano in giro questi gattoni.
Ma dove?
Giovanna Zoboli
ce lo racconterà domenica 19 novembre alle ore 16,30.

Gatto Felice
di Giovanna Zoboli
e Simona Mulazzani
Topipittori

 

Annunci

diSEGNI di Silvia Molteni mostra personale

silvia cart

Sabato 18 novembre 2017 ore 18 
Inaugurazione diSEGNI di Silvia Molteni.

Silvia Molteni
Nasce a Cantù il 10 maggio 1986. Il suo percorso artistico ha inizio dopo aver frequentato il liceo scientifico E. Fermi di Cantù e successivamente l’università degli studi Milano- Bicocca dove si è laureata in biologia. Disegna e dipinge da sempre per passione, perfezionando l’arte dell’illustrazione come autodidatta.

Festeggiare il compleanno all’ass. Spazio Libri La Cornice

LOCANDINA-COMPLEANNI.jpg

Festeggiare il compleanno è un momento importante.
E chissà come mai ma i compleanni bambini ce li ricordiamo sempre, un po’ tutti.
Rispetto a un tempo, le case si sono rimpicciolite, i cortili svuotati e le mamme lavorano.
Noi abbiamo pensato che lo spazio lo abbiamo.
E abbiamo anche amici che lavorano ispirati dalla nostra stessa idea di bambino e bambina.
Abbiamo unito le due cose e abbiamo pensato di offrire la possibilità di fare feste di compleanno.
Sono nel nostro stile dunque:
creative e manuali, o ispirate al circo, con letture e laboratori, o con racconti teatrali.
Potete scegliere o possiamo inventare.

Con
Matteo Gilberti
Marta Rusconi
Lisa Broggi
Giorgia Graziano
Valentina Pellizzoni

Quella cornice lì, bianca, che gli animali tengono in mano, riempitela di tutti i vostri anni!

Per informazioni e costi:
031 700571
spaziolibrilacornice@gmail.com

Illustrazione di Sonia Cattaneo

#ioleggoperchè allo Spazio Libri La Cornice

Sabato 21 inizia la settimana di #ioleggoperché!
-Noi ci siamo e da domani cominciamo ad andare nelle scuole e le scuole verranno da noi!
-Se volete regalare un libro a una scuola, questi sono i giorni giusti.
-Se volete venire in laboratorio e ascoltare delle letture (antietà!!).
-Se volete assistere alla presentazione di un libro di haiku e parlare di poesia.
-E’ la settimana in cui farlo.

Mercoledì 25 ottobre 2017 – ore 17,00 – LETTURE ANTIETA’ – dai 4 anni e oltre – secondo noi è possibile leggere libri a diverse fasce d’età! Sperimentiamo con voi… Chi ha voglia e coraggio venga! Ci sorprenderemo insieme!

Sabato 28 ottobre 2017 – ore 17,00 SILVIA GEROLDI – presenta il suo libro HAIKU Poesie per quattro stagioni più una. Lapis Edizioni

VOLANTINO-PER-SCUOLE-2017-A.jpg

 

Silvia Geroldi laboratorio DESIDERI NASCOSTI e presentazione del libro HAIKU. POESIE PER QUATTRO STAGIONI Lapis Edizioni

Sabato 28 ottobre dalle ore 15 alle 17

Silvia Geroldi DESIDERI NASCOSTI
– Laboratorio di composizione libro di origami e haiku
per bambini e adulti

Dalle ore 17,30 Presentazione in anteprima nazionale del suo ultimo libro 
HAIKU. POESIE PER QUATTRO STAGIONI 
Lapis Edizioni
*Per la presentazione del libro ingresso gratuito
Costruzione di un libro di origami
Conoscenza del Daruma, bambola votiva giapponese.
Manipolazione di materiali insoliti
Dalla struttura al senso: nelle pieghe del pensiero per arrivare alla composizione di testi (anche in forma di haiku)
Prima parte: manipolazione materiali
Seconda parte: assemblaggio libro
Terza parte: inserimento testi
Quarta parte: rifinitura progetto
Durata circa 2h continuative

COSTI:
20€ + 5€ tessera soci Ass. Spazio Libri La Cornice 2017 (se non ancora soci)

Iscrizione obbligatoria via telefono o mail:
031700571 – spaziolibrilacornice@gmail.com

1

17352497_10211020678186669_5238754385302077133_n

TItimbro Laboratorio con Chiara Casati

Giovedì 26 ottobre 2017 TItimbro!!

Chiara Casati “TItimbro”
Laboratorio di progettazione e realizzazione di un timbro personale
dalle ore 20,30 alle 22,30
Per Adulti

Iscrizione obbligatoria via telefono o mail:
031700571 – spaziolibrilacornice@gmail.com

COSTI:
15€ + 5€ tessera soci Ass. Spazio Libri La Cornice 2017 (se non ancora soci)

chiaracasati.jpg

Sabato 21 ottobre due incontri “MANIFESTARSI CON PAOLO CABRINI” e “IMMAGINA E COSTRUISCI UNA SCATOLA SCENICA CON LAURA BELLINI”

IMPERDIBILI!! 
 
Sabato 21 ottobre dalle 10,00 alle 13,00
MANIFESTARSI con Paolo Cabrini 

Progettiamo un manifesto tipografico con pratiche dello Yaje’
Manifestarsi resta un’operazione collettiva e democratica, dove insieme si ragiona o si sragiona sui non sense della vita o semplicemente l’idea di una protesta per ciò che non ci piace. Basta poco per fare cultura e stimolare alla riflessione. Basta poco per manifestarsi e spegnere i meccanismi abberranti della non cultura. Partecipa ad una manifestazione collettiva e tipografica. MANIFESTA con noi!
manifestarsi loc adulti librerie.jpg
Durata: 3 h. circa.
L’incontro si realizza a raggiungimento di minimo 5 partecipanti.
Costo: 30 € materiale incluso
Iscrizione obbligatoria via telefono o mail:
031700571 – spaziolibrilacornice@gmail.com


Sabato 21 ottobre dalle 15,30 alle 18,00
IMMAGINA E COSTRUISCI UNA SCATOLA SCENICA CON LAURA BELLINI 
Laboratorio: Immagina e costruisci una scatola scenica.
Età: 7-10 anni
Numero partecipanti: 6
Durata: due ore e mezza circa
Attività: dopo il racconto di una storia di Eli sottovoce
e la visione di un video del making of della scatola scenica “Eli sottovoce…le carte”,
i bambini costruiranno una scatola tutta loro, immaginando nuove situazioni per la libellula Eli.

Iscrizione obbligatoria via telefono o mail:
031700571 – spaziolibrilacornice@gmail.com

Costo: 15,00 €

Eli sottovoce...le matite.jpg

“FIORI DI ORIGAMI” di Yoko Miura

Questo slideshow richiede JavaScript.

ATTENZIONE!
NUOVO ORARIO PER GLI ORIGAMI DI YOKO MIURA!
ore 20,30 – 22,30
e inoltre…
PRIMO INCONTRO giovedì 12 ottobre 2017 ore 20,30
“FIORI DI ORIGAMI”
Prezzo lancio di 15€ + 5€ se non ancora soci

Iscrizione obbligatoria via telefono o mail:
031700571 – spaziolibrilacornice@gmail.com

LA PAROLA NELLE MANI corso con Claudio Milani

LA PAROLA NELLE MANI
corso con Claudio Milani
Portare un racconto (quello amato da bambini, quello del cuore, quello che ci commuove, quello che ci fa ridere, quello che sogniamo di raccontare) e lavorare per narrarlo.

Orario: 20,30 – 22,30
Date: 5 incontri: 17 e 31/10, 7 -14 – 21/11
Costo: 140€ + 5€ se non ancora soci

Claudio sostiene con affetto il nostro progetto e offre a noi e a voi il corso a un prezzo molto basso.
Solo pochi posti ancora disponibili!

Un’occasione imperdibile. Lavorare con Claudio Milani. Imparare a narrare. Prendersi del tempo per lavorare su di sè. Nello spirito del gioco e della sfida. Da veri bambini.

22279625_1707987319233933_1622006547459616368_n.jpg

Fotografie di Marina Petruzio

Festa con IL CASTORO!!

IL-CASTORO.jpg

Grande Festa con IL CASTORO!
Tutto il giorno!
Sabato 7 ottobre 2017
Dai 3 anni ai 99!
Laboratori – Letture animate e musicate – Merenda
Ingresso libero
dalle 10,30 fino a sera

– Ore 10,30: Incontro da 1 a 3 anni
  Raccontami una storia di G. Bachelet
  piccolo laboratorio coi genitori
– Ore 15,30: Lettura animata 3 – 99 anni
  Rosso di Michael Hall
  laboratorio 
– Ore 16,30: Merenda
– Ore 17,00: Lettura con musica 3 – 99 anni
  Lo scoiattolo e la luna di S. Meschenmoser
– Ore 17,30: Lettura Collana Hot Spot – Young Adult
  Il Viaggio di Caden di N. Schusterman
  Ore 18,00: L’editore si presenta
  a cura dell’ufficio stampa della casa editrice Il Castoro
Intanto preparate il vestito della festa 👀

Corso di ORIGAMI con Yoko Miura

Corso di ORIGAMI con Yoko Miura*
12/10/17: Fiori di origami
09/11/17: Origami per la vita quotidiana
30/11/17: Origami sulla tavola

Inizio ore 17,30 – 19,30
Singolo incontro: 20€ + 5€ se non ancora soci
Tre incontri: 50€ + 5€ se non ancora soci

Iscrizione obbligatoria via telefono o mail:
031700571  –  spaziolibrilacornice@gmail.com

MIURA.jpg

Yoko Miura è nata a Tokyo, Giappone, nel 1975 e vive a Milano dal 1995.
Ha studiato Pittura Giapponese all’Università d’Arte Musashino di Tokyo e successivamente si è diplomata in Pittura presso Accademia di Belle Arti di Brera.
Progetta e realizza interamente a mano oggetti e complementi d’arredo con carte, tessuti, ceramica e vari altri materiali plasmabili, dedicando sempre grande attenzione al dettaglio e cura nell’allestimento.

AMOREVOLISSIMEVOLMENTE

Mercoledì 4 ottobre 2017 – ore 20,30
AMOREVOLISSIMEVOLMENTE
incontro tenuto da Francesca Romana Grasso*

Una serata sul tema dell’amore e del sesso. Per genitori senza paura.

Iscrizione obbligatoria via telefono o mail:
031700571  –  spaziolibrilacornice@gmail.com

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta e spazio al chiuso

Le bugie dette ai bambini sul sesso iniziano con storie di cavoli e arrivano alle “signore che aspettano l’autobus”, lasciando spazio a fantasie che adombrano la poesia dell’amore.
I bambini a scuola studiano gli organi riproduttivi delle piante e degli altri animali ma non con altrettanta puntualità quelli umani, perché?
Durante la serata esploreremo il tema dell’amore valorizzandone l’aspetto poetico e la gioia dell’incontro, ma parleremo anche di sesso, lasciando da parte, per una volta, malattie e contraccezione, perché le domande dei bambini si accendono presto e meritano più che mere risposte sanitarie, pornografia e silenzi.
Saranno poeti, illustratori, scrittori, scienziati, pittori, scultori e varie altre voci a farci strada…

*pedagogista, con un dottorato di Ricerca in Scienze dell’educazione, un Master in Letteratura per l’infanzia e giovani adulti e venti anni nei servizi educativi, sociali, sanitari e carceri.

Costo: 20€

Noi crediamo che i libri, le parole e le immagini, possano farci strada sempre. Anche per aiutarci dove noi adulti smarriamo le parole.

L'immagine può contenere: 2 persone, sMS

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

Sabato 30 settembre ore 16 
presentazione del libro “FARFALLE” di Lucia Tumiati 
illustrazioni di Francesca Zoboli
Topipittori.
Laboratorio per bambini e adulti con Francesca Zoboli.
Ingresso gratuito – vi aspettiamo!!

FARFALLE

Sabato 30 settembre ore 17,30 (inizio ore 18 puntuali!)
Incontro con l’autore Stefano Misesti
“Il cinese a fumetti”
con la partecipazione di Beni Chu e Yuki Kumagawa 
NPE Editore

locandina misesti

Arrivano i MOOK a Cantù!

Con molta felicità, finalmente portiamo a casa nostra i MOOK , Carlo Nannetti e Francesca Crisafulli!

L'immagine può contenere: 1 persona, persona seduta e occhiali

SABATO 23 SETTEMBRE 2017
in collaborazione con Festa del Legno 2017 e Topipittori

alle ore 16,30
presso Spazio Libri La Cornice
laboratorio
“LA FORMA DI ME”
dai 3 anni in sù
ingresso libero

21751370_1694426097256722_4858643537064240946_n

 

 

 

alle ore 11
presso Villa Calvi, Cantù
inaugurazione mostra
PRIMA DI ME
opere di Mook
dal 23 settembre al 7 ottobre 2017

“Un tuono, ero.
Rumore.
Un botto,
un chiasso,
un baccano,
uno schiamazzo, 
un fracasso”

Prima di me
testo di Luisa Mattia
illustrazioni Mook
Topipittori

prima di me.jpg

 

 

Sette righe su Caccia

Sette righe su Caccia
di Giampaolo Mascheroni

21271218_1680481721984493_3877818119663590669_n.jpg

La fotografia, mi pare, si dedichi con assiduità a rubare l’anima al soggetto che immortala. È dedito a questo tipo di caccia anche Massimo: con smalti su tavole di legno congela diversi rappresentanti del mondo animale in atteggiamenti e situazioni poco usuali. Quelle immagini, poi (misteri della pittura), nelle nostre menti si rianimano e si divertono a raccontarci storie su storie.
Sono anni che non frequento più il Museo di storia naturale di Milano: ormai i miei figli sono cresciuti. Mi accontento delle finestre che Massimo Caccia apre su quel mondo: guardo un suo quadrotto, diventa una fetta appetibile di diorama, ci sogno sopra e mi ci perdo dentro.

Sabato 16 settembre ore 17,30
Presentazione del libro LA LUCERTOLA E IL SASSO 
di Giovanna Zoboli e Massimo Caccia
Topipittori
e inaugurazione della mostra delle tavole originali.

CALENDARIO-INAUGURAZIONE.jpg

A zonzo per la festa

A zonzo per la festa con Bruno Venturini e Massimiliano Lepratti.
Sabato 16 settembre dalle 10,30 a sera.
Spazio Libri La Cornice
Viale Ospedale 8 Cantù (Como).

A.JPG

Vogliamo le foto!

Loro, i signori attacchini, ci avevano detto che li avrebbero messi a partire da oggi. E noi non è che proprio proprio avevamo in mente questa pur così importante scadenza. Quindi quando pochi minuti fa li abbiamo visti, eravamo felicissimi! E soprattutto: di fianco al karate non poteva essere che il posto giusto perfetto! Ma anche di fianco al cestino della spazzatura vuoto, che noi la decadenza mica ci schifa. Soprattutto però, quel ciclista ha guardato così incuriosito il manifesto che ancora ancora usciva di strada.

Canturini! Fateci le foto degli altri 18 che mancano, dai! In regalo un ottimo caffè!

1 caccia

2 caccia

Inaugurazione nuova sede
Sabato 16 settembre 2017
dalle 10 a sera!

Spazio Libri La Cornice
Viale Ospedale 8
Cantù

Tel. 031 700571  spaziolibrilacornice@gmail.com

Sabato 16 settembre dalle 10 a sera INAUGURAZIONE

Io sono il sasso

Ed ecco la seconda novità di questo settembre, La lucertola e il sasso di Giovanna Zoboli e Massimo Caccia il quale oggi vi presenta il libro nel più puro stile caccesco. Buona lettura. Vi ricordiamo che le splendide tavole originali del libro saranno in mostra sabato, 16 settembre,  in occasione dell’inaugurazione della nuova sede di Spazio Libri La Cornice, in via Ospedale 8, a Cantù. Durante l’inaugurazione, alle 17.30, gli autori presenteranno il libro. Partecipate!

[di Massimo Caccia]

Nella vita dipingo.

Non l’ho scelto.

È successo.

Ho iniziato da bambino.

Facevo sgorbi.

Non avevo talento.

Ho scelto il liceo artistico

continua sul blog dei Topipittori: http://www.topipittori.it/it/topipittori/io-sono-il-sasso

 

I libri e i giochi sono tipi pigri, dicono che va bene lì sotto.
I quadri invece, piano piano, salgono le scale. Sono ragazzi temerari.
Buona domenica.

1IMG_20170909_080252 (1)

Inaugurazione nuova sede!

Non ci sta tutto dentro una paginetta!
Voi venite. Vi assicuriamo tante cose belle!
Inaugurazione nuova sede
Sabato 16 settembre 2017
dalle 10 a sera!

CALENDARIO-INAUGURAZIONE.jpg

Spazio Libri La Cornice
Viale Ospedale 8
Cantù

Sabato 16 settembre Inaugurazione

Spazio Libri La Cornice
inaugura la nuova sede
in Viale Ospedale 8 a Cantù!
Siete tutti invitati sabato 16 settembre 2017
dalle ore 10 a sera!

Con i Topipittori Paolo Canton e Giovanna Zoboli – Massimo Caccia – Claudio Milani – Pia Mazza di Fata Morgana – Paolo Cabrini – Bruno Venturini e tanti altri amici a festeggiare con noi!

Letture – laboratori – racconti – musica e tanto tanto altro!
Aperitivo offerto da La cascina di Mattia

Venite venite a festeggiare con noi!

Fra qualche giorno il programma completo della giornata. Fitto fitto.

MANIFESTO-INAUGURAZIONE-def.jpg

illustrazione di Massimo Caccia, La lucertola e il sasso, Topipittori
realizzazione grafica del manifesto di Stefano Brenna

Spazio Libri La Cornice riapre il 2 settembre 2017!!

 

20621261_10210143911540183_8201250249239326096_n.jpgSabato 2 settembre riapriamo, nella nuova sede, tutto nuovo nuovo! (o quasi).

Con tantissime sorprese. Buone vacanze a tutti!

Venite a trovarci, vi aspettiamo in Viale Ospedale 8 Cantù (Como).

Tel. 031 700571 – spaziolibrilacornice@gmail.com

SABATO 16 SETTEMBRE DALLE 10,30 A SERA INAUGURAZIONE DEL NUOVO SPAZIO LIBRI LA CORNICE!

SEGNATEVELO!

CORSO CON CHIARA CARMINATI – FARE POESIA CON I BAMBINI

CHI:

Chiara Carminati scrive storie, poesie e testi teatrali per bambini e ragazzi. Specializzata in didattica della poesia, tiene corsi di aggiornamento per insegnanti e bibliotecari, in Italia e all’estero e conduce laboratori e incontri di promozione della lettura presso scuole e biblioteche.
Dall’esperienza dei laboratori ha tratto il manuale per insegnanti Fare poesia con voce, corpo, mente e sguardo (Mondadori) e il saggio Perlaparola (Equilibri). Tra i suoi libri più recenti, Parto (Panini), L’estate dei segreti (Einaudi Ragazzi), Il mare in una rima (Nuove Ed. Romane), Belle Bestie (Panini), Rime Chiaroscure (Rizzoli), Mare (Rizzoli). Nel 2012 ha ricevuto il Premio Andersen come miglior autrice. Il suo sito è http://www.parolematte.it

COSA:

Perché leggere poesia ai bambini? Come renderla un appuntamento quotidiano, un fertile terreno da condividere? Chi sono i poeti per bambini e quali sono le loro voci?
L’incontro si rivolge ad insegnanti ed educatori e intende fornire metodi e spunti per coltivare le letture poetiche dei bambini. L’esplorazione di temi, stili e forme della poesia, condotta attraverso la varietà dei testi e delle letture ad alta voce, apre le porte alla scrittura individuale con giochi di suoni e parole.
Particolare attenzione sarà messa sui seguenti argomenti:
– poesia orale, filastrocche, prime rime: le radici della poesia
– la lettura espressiva e il valore della voce
– poesia e sviluppo del linguaggio

COME:

L’esposizione sarà corredata dalla lettura ad alta voce dei testi più rappresentativi e dalla
presentazione di titoli, autori e consigli bibliografici.
Si sperimenteranno in prima persona i giochi di scrittura presentati e si valuteranno insieme effetti e potenzialità, per poi rendersi autonomi nell’ideazione di nuove stimoli creativi da proporre ai bambini.

QUANDO:

Martedì 24 ottobre 2017, ore 17.00 – 20.00

COSTI:

60€ + 5€ tessera soci Ass. Spazio Libri La Cornice 2017 (se non ancora soci)

CORSO CON ANTONELLA CAPETTI – APEDARIO: due lezioni* sugli albi, la scuola, la crescita (*liberamente ispirato da Bernard Friot)

 

CHI:

Antonella Capetti  è nata a Grosio, in provincia di Sondrio, il 25 settembre 1967. Ha cominciato a leggere prima dei 5 anni e non ha più smesso. A 20 anni ha iniziato a insegnare nella scuola dell’infanzia, dov’è rimasta per 17 anni. Poi è passata alla scuola primaria, dove dal 2004 insegna italiano. La passione per la lettura, e soprattutto per gli albi illustrati, caratterizza da sempre il suo lavoro: dal 2013 le attività con i suoi alunni sono quotidianamente documentate sul blog Apedario, in cui racconta la sua scelta di insegnare a leggere e scrivere utilizzando gli albi. Ha pubblicato filastrocche e brevi storie. Ma il libro di cui fino ad ora è più orgogliosa è autoprodotto e raccoglie 108 poesie scritte e scelte dai suoi 54 alunni. (fonte: www.topipittori.it)

COSA:

Leggere albi illustrati e libri per ragazzi come elemento fondante dell’attività educativa e didattica, motore del coinvolgimento attivo e continuo dei bambini, attraverso la comprensione, la rielaborazione personale, la produzione scritta in un’ottica di benessere individuale e collettivo a di sviluppo del pensiero personale e critico di ogni bambino.

COME:

Leggere, ascoltare, riflettere, condividere, conversare, scrivere, immaginare, cercare, illustrare: sono alcune delle azioni che come bambini compiremo da soli o insieme, ma sempre in compagnia degli albi illustrati.

QUANDO:
Corso composto da due lezioni:

Giovedì 28 settembre 2017, ore 17,00 – 20,00

Giovedì 05 ottobre 2017, ore 17,00 – 20,00

COSTI:

80€ + 5€ tessera soci Ass. Spazio Libri La Cornice

Per iscrizioni o informazioni: tel. 031 700571 oppure spaziolibrilacornice@gmail.com

Cose che vedremo dalla nostra finestra.

Un nuovo spazio sta nascendo. C’è gente che abbatte costruisce ripensa assembla.
Noi lavoriamo invece coi nostri occhi e la nostra immaginazione: là ci sarà quello, qui quell’altro, finalmente potremo, finalmente faremo.
I nostri desideri sono tutti ai nostri piedi.
Uno per uno li raccogliamo e cercheremo in ogni modo di farli entrare tra queste mure.
Non vediamo l’ora.

Dal 2 settembre in V.le Ospedale 8 Cantù (Co)

IMG_20170621_09201919060230_1792086777721006_7254438639096086012_nIMG_20170621_092556IMG_20170621_092606IMG_20170621_092624

Dal 2 settembre ti aspettiamo in V.le Ospedale 8 a Cantù!

aaaaaa1.jpg

Tra poco cambieremo casa.
Non si può certo dire che il cambiamento ci faccia paura.
Tanto che abbiamo cambiato anche logo.
Come nel nostro stile, abbiamo chiesto una mano a un amico, che secondo noi ha fatto proprio un bel lavoro. (Grazie Stefano Brenna!)
La strada è ancora lunga, grazie al cielo.
Per ora siamo arrivati a questo punto.

Ti aspettiamo dal 2 settembre 2017 in V.le Ospedale 8 a Cantù (Como).

LOGO PER FB

CCLP Concorso Cartoline Libretto Postale allo SLLC Spazio Libri La Cornice

Vi invitiamo a partecipare alla sesta edizione del
CCLP Concorso Cartoline Libretto Postale organizzato dalla libreria Pel di carota e da Vànvere edizioni

INVIA LA TUA CARTOLINA AL CONCORSO LIBRETTO POSTALE allo SLLC Spazio Libri La Cornice 🙃

Qui di seguito il regolamento 2017:
1 – Siete in vacanza? Vi state divertendo? Oppure vi state godendo un tramonto ai confini del mondo? O, ancora, avete scoperto qualche luogo meraviglioso vicino a dove abitate?
Scrivi una Cartolina scelta da uno dei due “Libretto Postale” Pubblicati da Vànvere Edizioni entro il 1° settembre 2015 (vale il timbro postale) a: Spazio Libri La Cornice – V.le Ospedale 8 – 22063 Cantù (Como) – spaziolibrilacornice@gmail.com
2 – Prendi uno dei 16 francobolli (falsi), attaccalo nel retro e scrivi qualche riga ispirata alla cartolina e al francobollo (falso) che spedirai.
3 – Unica condizione, nel testo dovrà comparire anche una di queste tre parole (tratte dai titoli delle immagini di Franco Matticchio presenti nel primo volume di Libretto Postale): fototessera, viandante, padella.
4 – Acquista un francobollo (vero!) e spedisci!
N.B.: Ricordati di scrivere un indirizzo mail o un numero di telefono, per poterti contattare.
5 – I risultati verranno comunicati sabato 16 Settembre 2017.

PRIMO PREMIO del CCLP: una cartolina originale, disegnata da FRANCO MATTICCHIO.
www.vanveredizioni.com

Ogni cosa è illuminata: Bruno Munari di Enea Brigatti

Interessantissimo articolo di Enea Brigatti su Munari per Add editore.
E anche a noi ci siamo, vicini vicini a due nostri grandi amici: Milimbo Libros  e Antonella Capetti

Ogni cosa è illuminata: Bruno Munari

di Enea Brigatti

http://www.addeditore.it/blog/ogni-cosa-e-illuminata-bruno-munari/

Negli anni Sessanta, in Brianza, il pensiero di comprare una casa per passare le vacanze con la propria famiglia era piuttosto comune.
Si lavorava tra fratelli, nelle stesse botteghe, negli stessi mobilifici, nelle stesse esposizioni di mobili e tra fratelli si acquistava un immobile in una località marina, lacustre o di montagna, in base alle proprie preferenze.
Molto dipendeva dal caso: se il cliente acquistava i mobili per la casa delle vacanze in una zona di mare, allora si aprivano gli occhi e durante la consegna ci si informava su altre proprietà in vendita lì vicino; se invece si andava ad arredare uno chalet o una baita di montagna, la scelta alla fine sarebbe ricaduta su un appartamento immerso nelle valli.
Si creava una routine anche nella villeggiatura, una sorta di prolunga del percorso casa-mobilificio-chiesa: sempre la stessa spiaggia, lo stesso monte, lo stesso lago.
I mariti caricavano mogli e figli sull’automobile o sul treno, li portavano a destinazione e poi tornavano nei fine settimana, le maniche della camicia arrotolate e i mocassini che non andavano bene né per la spiaggia né per una passeggiata nel bosco.
La meta marittima più comune per il brianzolo medio era la riviera ligure, sia di ponente che di levante: sulle ali della speculazione edilizia si abitavano tozze palazzine costruite in fila una accanto all’altra, i balconi a ringhiera e i tetti piatti, in cui si stipavano per qualche settimana quei figli che avevano bisogno di un po’ di aria buona dopo mesi di fuliggine lombarda e medicinali che facevano annerire i denti.
La piccola-media borghesia brianzola si spostava così in blocco dal sagrato delle chiese, dagli oratori, dai cancelli delle fabbriche (la Montana e la Motta, principalmente) sul lungomare di questi paesini liguri, cercandosi con lo sguardo in mezzo a quelli che erano la propria controparte principale, ossia la media-piccola borghesia piemontese: due parti destinate a procedere parallelamente sperando di non ritrovarsi vicini di ombrellone o asciugamano.
Quando ho messo piede per la prima volta con coscienza nella casa al mare (Ceriale, per la precisione) che i genitori di mia madre avevano acquistato negli anni sessanta il tempo era andato avanti solo sul calendario.
Erano passati più di vent’anni da quando era stata comprata e arredata, ma si era mantenuta identica a quel periodo, come una piccola bolla spazio temporale ferma a cavallo fra i favolosi anni sessanta e i marroni anni settanta (come li chiama Jonathan Coe in La banda dei brocchi).
Era stata un’occasione: un cliente olandese l’aveva scelta e poi abbandonata per una villa più bella e più grande distante solo qualche centinaia di metri.
Così quando ha conosciuto quei quattro fratelli che lavoravano tutti insieme nella bottega a cui aveva commissionato i mobili per la sua nuova splendida villa, aveva fatto un tentativo: siete in quattro, ognuno di voi ha famiglia, non la volete una bella casa al mare immersa nella natura ma a pochi minuti dal mare?
Quei quattro fratelli, fra cui mio nonno, non avevano saputo resistere.
Basta appartamenti in affitto per qualche settimana a Zoagli, tinelli piccoli e letti uno sopra l’altro.
Una villetta a un prezzo di favore e tutto il futuro davanti, ognuno di loro con una famiglia in stato embrionale e in cantiere altri figli.
La presero e la sistemarono come mai avrebbero fatto con le proprie case a Lissone, rigorose, funzionali, di servizio: si erano permessi il lusso di un piccolo sogno e come tale lo avevano trattato.
Quindi: carta da parati optical, divani dalle fantasie floreali, mattonelle dai pattern psichedelici, un mini-bar per i liquori, le poltrone che sembravano delle piccole nuvole, un dondolo in ferro battuto sul balcone e sopra la televisione una lampada lunga lunga da cui usciva una luce fioca, ma che stava così bene in coordinato con il resto del mobilio.
Se al posto di quattro falegnami brianzoli ad abitare in quelle mura ci fosse stato Serge Gainsbourg, nessuno avrebbe avuto nulla da obiettare.

La casa poi è rimasta sempre così, lo è anche ora che è inagibile e invendibile.
In quella casa ho passato le prime diciassette estati della mia vita, e si sa che almeno fino ai diciotto anni la vita si compone dell’estate, gli altri mesi sono solo una lunga sala d’aspetto.
In quella capsula proveniente da un’altra epoca concentro il maggior numero di ricordi che ho: mi è entrata talmente sotto pelle che talvolta nei miei sogni ambiento tutta l’attività onirica fra le pareti di quella casa (l’altro scenario ricorrente è il supermercato, ma questa è tutta un’altra storia).
Lì la famiglia si allargava, lo spazio diventava di tutti e i cugini si trasformavano in fratelli e gli zii in co-genitori, smettevo i panni del figlio unico e iniziavo a capire in cosa consistessero i conflitti quotidiani; lì ho letto Il Giovane Holden per la prima volta, lì dal cellulare di mia madre ho mandato il primo sms della mia vita a una ragazza che mi piaceva, forte della distanza kilometrica dalla Brianza:
Lì ho imparato che odore ha il cielo quando è azzurro e il colore che prende la luce che passa attraverso le foglie, lì ho visto per la prima volta su Fuori Orario una puntata di Twin Peaks.
Quella lampada lunga lunga che faceva una luce fioca, che se volevi disegnare di sera, o attaccare le figurine, o leggere un libro dovevi accendere almeno altre due luci l’ho ritrovata anni dopo che avevo smesso di frequentare quella casa (a un certo punto le vacanze in famiglia perdono la propria attrattiva; tutto cambia) su un catalogo di una mostra sfogliato fra un prestito e l’altro al bancone della biblioteca.
Mi ero innamorato di Bruno Munari.
La lampada era la celebre Falkland, progettata da Munari per Danese nel 1964 e prodotta in collaborazione con una fabbrica di calze.
Era tutto più chiaro: di tutta quella casa l’immagine più vivida rimarrà sempre quella lampada che cala dal soffitto, si ferma a pochi centimetri dal televisore, riempie lo spazio anche quando è spenta, parla di un’epoca che è il passato ma potrebbe essere anche il futuro.
Questo perché come per ogni altro oggetto pensato da Munari, è fatto per restare, affascina perché semplice e complesso allo stesso tempo, è qualcosa di pratico ma non per questo trascurato nella forma.

Come dice d’altronde Marco Belpoliti «I designer italiani […] non producono oggetti, ma incrementano il flusso, lo evidenziano e lo punteggiano d’opere. Quello che fanno […] resta sempre in contatto con la conoscenza e la riconoscibilità. Ecco perché davanti a una lampada di Castiglioni, a una libreria di Mari o all’Abitacolo di Munari, si ha la sensazione di averli già visti; un’impressione di famigliarità, ovvero la riscoperta di quel flusso cui appartengono le chiese romaniche e i templi barocchi, l’affresco della chiesetta di campagna come il Tempio Malatestiano […]».
A Torino, verso la fine di gennaio, ho visto comparire le prime affiche che annunciavano l’imminente retrospettiva sul lavoro di Munari al Museo Ettore Fico, dal titolo Munari artista totale.
Il giorno dopo l’inaugurazione mi sono incamminato da Vanchiglia verso il Museo.
Quando sono uscito di casa ho pensato che gennaio ha senso solo perché finisce e poi spunta il sole e si può addirittura smettere di indossare i guanti.
Quasi arrivato al MEF, fermo a un semaforo in attesa di attraversare la strada, sul muro di fronte vedo un lavoro di 108 e penso che Munari forse sta anche lì dentro, in quelle forme squadrate che mi ricordano una versione aggiornata delle sue Sculture da viaggio.


Arrivato al Fico mi rendo conto di essere in anticipo rispetto all’appuntamento con il mio amico Nicolò, entro al supermercato di fronte al museo per fare un po’ di spesa.


Mentre osservo gli scaffali, cammino per i reparti e scelgo i prodotti mi rendo conto che invece lì, nella grande produzione industriale contemporanea Munari non esiste e non è mai esistito.
Forme, colori, materiali: nulla che catturi l’occhio e la mente, parlano solo lo stomaco o il portafoglio.
Unica eccezione il banco della frutta, ma su questo argomento Munari ha già detto tutto quello che si poteva dire a riguardo.



La mostra invece dice tutto quello che si può dire su Munari: accompagna il visitatore per il primo tratto di esposizione, con il giusto apparato di note biografiche e citazioni appropriate, e poi quando gli spazi espositivi si allargano invita lo spettatore a stabilire un rapporto con le opere, riportando solo le parole di Munari stesso, rinunciando alla spiegazione didascalica.




Insieme a me ci sono tantissimi bambini, e nessuno sembra annoiarsi, spazientirsi o arrabbiarsi: lasciano che i genitori spieghino loro le cose più astratte, chiedono, puntano il dito, si incantano davanti alle Macchine inutili e davanti alle polaroid e alle diapositive.




Finito il primo giro, la voglia è quella di ricominciare da capo.
L’impressione, come tutte le volte che ci avvicina al lavoro di Munari, è quella di un’artista o designer, che sia riuscito a eccellere in qualunque campo abbia operato: da qui la definizione di totale che dà il titolo alla mostra.
È difficile trovare un Munari minore e soprattutto è ancora più difficile non considerarlo un pioniere delle discipline che ha toccato con la sua opera.


Sulla strada del ritorno, con le luci della sera che si accendevano su Torino, dopo aver passato un pomeriggio con Munari la sensazione è quella di aver preso di nuovo possesso della propria vista, del proprio tatto, del proprio udito.
Si guarda, si sente, si tocca con uno spirito diverso: non si sottovaluta più nulla, è come se la mostra proseguisse poi fuori dagli spazi del museo e diventasse la vita quotidiana che ci scorre sotto i piedi tutti i giorni.
D’altra parte Ogni cosa è illuminata: lo ha detto qualcun altro ma sono sicuro che a Munari sarebbe piaciuta come espressione.

———————————————————————————————————————————————————-

Munari continua a vivere nel lavoro degli altri,  la sua eredità in diversi campi è stata raccolta da persone che hanno sviluppato una propria via alla creazione e che hanno personalizzato la sua lezione.
Sono persone che ho avuto la fortuna di incontrare negli anni e che ammiro: una sera gli ho inviato loro un messaggio per chiedere se avessero tempo e voglia di raccontare in poche righe cosa rappresentasse per loro Munari.

Juanjo Oller è il fondatore della casa editrice Milimbo, una delle realtà editoriali più celebrate e interessanti a livello internazionale nell’ambito delle pubblicazioni per l’infanzia.


«Munari ci ha fatto scoprire che ci sono molti modi di leggere, non solo attraverso la scrittura e le immagini: si possono leggere gli oggetti, avvicinandoci, sbirciando ognuno dei loro lati, toccandoli.
La lettura e il riconoscimento degli oggetti, la relazione tra gli oggetti come parte di un universo costituiscono, in definitiva, l’apprendimento.
Le informazioni che ci arrivano attraverso la nostra percezione si completano con la percezione degli altri, questo ci stupisce e fa sì che scopriamo il mondo da una prospettiva più ampia e completa.
Il suo avvicinamento costante all’infanzia e il suo modo di relazionarsi con il mondo attraverso il gioco simbolico, l’intuizione, la curiosità e la sperimentazione sono ingredienti necessari per l’apprendimento creativo.
Una cosa che ho letto di Joaquín Torres García che però è totalmente applicabile a Munari, e che noi come Milimbo cerchiamo di mettere in pratica, è che a partire da un’unità si può dedurre una regola, o un insieme di regole, e con queste si costituisce un “ordine” con il quale si crea tutto l’universo. Questa è la base della creazione.
Per noi quindi Munari è un maestro, un vero stimolo creativo».

Tommaso Falzone e Valentina Pellizzoni lavorano a Cantù, una città dove Munari ha da sempre un seguito di fedeli ammiratori: gestiscono Spazio Libri La Cornice, una libreria che è anche un laboratorio di falegnameria specializzato in cornici:


«Per parlare del nostro rapporto con Bruno Munari, noi dovremmo partire dal nostro contenitore.
Noi non siamo una semplice libreria, siamo un laboratorio artigianale. Non vendiamo solo libri, vendiamo anche cornici. Anzi, le cornici le facciamo. Anzi, alcuni libri li produciamo anche.
Ma noi non vendiamo solo libri e non facciamo solo cornici, vendiamo anche piccoli oggetti d’arte. E giochi.
Nella mancata identificazione precisa, nell’uscita dagli schemi classici, nella contaminazione continua di questi quattro oggetti – libri, cornici, oggetti d’arte, giochi – c’è già molto del metodo di Munari, che ha fatto dello sguardo libero e originale il proprio tassello di partenza (lui che è riuscito a far parlare una forchetta!).
Noi, un po’ per mestiere – ma voi lo sapevate che le persone incorniciano di tutto? Ma di tutto di tutto! – un po’ per vocazione, abbiamo cominciato a mettere confini di legno e vetro alle cose, rendendoci conto che a volte sono le cose stesse che chiedono dei confini per esprimersi al meglio.
Ma non tutto va appeso, allora realizziamo una cornice che si possa appoggiare anche, nuda nella sua quadrilateralità, senza orpelli, senza stampelle.
Oppure gli oggetti richiedono fili e allora la cornice si buca, senza pensare alla lesa maestà.
Munari diceva che bisogna unire il segreto del mestiere al pensiero irrazionale, non farsi spaventare né dall’uno né dall’altro, ma farli convivere nella creazione di un oggetto di uso comune.
Quale oggetto più comune di una cornice allora? Guardatevi attorno, il mondo ne è pieno.
E se è un libro che a un certo punto ci chiede un contenimento, noi non ci facciamo pregiudizi, e il contenimento glielo diamo in forma di cornice.
L’unica variabile che gli concediamo è la possibilità della fuga, la cornice se vuole si apre e lui può tornare a vagare nel mondo.»

Antonella Capetti invece lavora come insegnante alle scuola primaria: negli anni ha introdotto in classe il linguaggio degli albi illustrati per insegnare a leggere e scrivere ai suoi alunni (qui il suo blog ApeDario, che raccoglie i risultati di questo lavoro).


Nel 2016 ha pubblicato con Topipittori Che bello! un albo per il quale ha scritto i testi, illustrati da Melissa Castrillonda.
«C’è un po’ di Munari anche nella nostra scuola, e nel nostro fare scuola.
C’è nelle immagini in bianco e nero di ciccì coccò, con allitterazioni e assonanze a trasmetterci il primo amore per la poesia.
C’è nell’Alfabetiere, letto, riletto e addirittura rifatto dai bambini, dove ogni lettera è costruita da tante lettere più minute, e ha una e mille storie da raccontare.
C’è nei Cappuccetto Verde, Blu e Bianco, che, ancora una volta, come il loro autore, cambiano le carte in tavola e raccontano tutta un’altra storia.
Ma, soprattutto, c’è in questa bella frase di Munari, tratta da Azione non violenta, novembre 1998:
“[…] Se non cambiamo la mentalità dei bambini, se non gli insegniamo che essere furbi è una scelta arida, non riusciremo ad aprire una via verso la civiltà. […]”
Forse, se mi chiedessero una sola cosa che vorrei i miei bambini imparassero a scuola, potrei rispondere: questa».

Immagine di copertina: Bruno Munari, Design as art, 1989, Penguin.

http://www.addeditore.it/blog/ogni-cosa-e-illuminata-bruno-munari/

Siamo arrivati a questo punto

234.jpgTra poco cambieremo casa.
Non si può certo dire che il cambiamento ci faccia paura.
Tanto che abbiamo cambiato anche logo.
Come nel nostro stile, abbiamo chiesto una mano a un amico, che secondo noi ha fatto proprio un bel lavoro.
La strada è ancora lunga, grazie al cielo.
Per ora siamo arrivati a questo punto.
Buona serata.

Grazie Stefano!18920486_1682520058710891_2559636773058221757_n.jpg

Dal 2 settembre 2017

Massimo Canuti presenta il suo romanzo LE COINCIDENZE DELL’ESTATE Edizioni E/O

Sabato 10 giugno 2017
ore 17,30

CANUTI.jpg
Massimo Canuti
presenta il suo romanzo
LE COINCIDENZE DELL’ESTATE
Edizioni E/O

Le coincidenze dell’estate è un romanzo sull’amicizia inaspettata che può nascere fra tre persone di generazioni diverse, ma non solo. Parla della difficoltà di crescere in una famiglia a pezzi, della scoperta dell’omosessualità, del coraggio di uscire allo scoperto; è un romanzo sulla crudeltà del mondo del lavoro e su quanto sia traumatico ripartire da zero dopo aver perso tutto. Ma è soprattutto un romanzo sulla scoperta della propria identità. Tra sorelle circensi, suonatori di polka e ragazzine provocanti, Massimo Canuti scrive un libro leggero e toccante che a tratti assume la forma del giallo. Il tutto nell’insolita cornice di una Milano afosa, lenta e deserta, lontana dallo stereotipo della città fredda, svelta e indifferente che non lascia spazio a nessun contatto umano.

MUTANT(D)E mostra collettiva allo Spazio Libri La Cornice

SABATO 27 MAGGIO ORE 17.30 INAUGURAZIONE DELLA MOSTRA MUTANT(D)E 
Cari amici,
con l’ultima mostra in via per Alzate 9, vogliamo riunire gli amici, artisti e non, che negli anni ci hanno appoggiato in ogni nostra sfida ed iniziativa. E’ il nostro modo per ringraziarvi e per festeggiare un nuovo cammino.
Le opere della collettiva MUTANT(D)E saranno messe in vendita a un prezzo popolare. Il ricavato della vendita potrà aiutarci nel sostenere le spese di trasloco.
Dal 1 settembre andremo in Viale Ospedale 8 sempre a Cantù.
Grazie a tutti!
Tommaso e Valentina
mutantde ok.jpg
Locandina realizzata da Paolo Cabrini

INAUGURAZIONE SABATO 27 MAGGIO ORE 17.30

Monica Galanti, L.M, Gabriele Mastasio, Elisa Galli, Rossana Rossana Bossu’, Dorella Fallanca, Anna Mauceri, Barbara Mauceri, Oreste Pifferi, Anastasia Zavoli, Icio Borghi, Angela Caremi, Francesca Bazzurro, Baby Pozzi, Doan, Laura Puccetti, Teresa Ghioldi, Simona Cattaneo, Maurizio Duranti, Marina Oldani, Paolo Cabrini, Marina Petruzio, Francesca Galimberti, Cristina Faverio, Elena Bianchi Quinnipak, Anne Tiffon, Cristina Gumirato e Sara Caspani, Giulia Mirandola, Chiara Falzone, 21 studenti dell’Istituto Tecnico Industriale Luigi Ripamonti di Como: Martina Cimetti, Erica Bertini, Francesca Tridane, Pamela Ariosta, Elizabeth Frinipong, Serena Crippa, Giulia Maruzzo, Lisa Bandieri, Elisa Barbaro Monti, Lisa Bandieri, Nicole Offerente, Manuela Galletti, Goxa Jemine, Stefania Ceci, Deborah Sommaciccia, Marica lillo, Maxine Carnovali, Giulia Pensato, Antonella Anghinolfi, Federica Spinelli, Giulia Pensato Giacinto Stigliano, Andrea Verga, Asami Takahashi, Rossella Battaglia, Giuseppe Vigliotti, Silvia Molteni, Scegle, Massironi, Sonia Cattaneo, Pietro Galbusera, Betty Giordanelli, Francesca Romana Grasso, Chiara Rame, Enrico Pantani, Silvia Bettinetti…

L’idea è nata a Angela Caremi e Marina Oldani, quando non
hanno saputo resistere davanti ad un intero
guardaroba di biancheria di un convento di suore
e……… se lo sono portato a casa.
Così, come due bambine con un nuovo gioco,
hanno rovistato negli scatoloni (tanti) tra
mantelline, cappucci, camicie, camicioni e,
soprattutto, 800 mutande.
Affascinate da questo insolito materiale ne
hanno scoperto rammendi, cuciture, rattoppi,
rafforzamenti, piegoline e strappi.
E così le mutande consapevoli di questo, si sono
lasciate candeggiare, sterilizzare, bollire, lavare,
asciugare e lavare ancora e asciugare ancora.
Ma questo tesoro andava condiviso. E così Jenny
ne ha realizzato costumi per il suo teatro, Pietrina
ne ha fatto una mostra in Brasile e Sandra le ha
accolte per l’energia che trasmettevano.
E le altre? Con il coinvolgimento di tante amiche
è nata la mostra: MUTANTE.
E la loro storia non è ancora finita.

Il preferito [di Valentina Pellizzoni]

Il preferito

[di Valentina Pellizzoni]

Libri per l’infanzia sulla gelosia tra fratelli ce ne sono moltissimi. Alcuni molto belli, altri semplicemente molto didattici. In genere l’approccio che gli autori hanno nella gestione del tema è basato sul legame implicito tra fratelli, come se l’avere dei fratelli o delle sorelle fosse già di per sé una condanna alla gelosia. Raramente in questi albi si riflette sulla figura genitoriale, tutt’al più mamma e papà devono intervenire per gestire al meglio la furibonda scenata.

Riflettendo su di me invece, spesso mi percepisco come parte molto attiva di questa dinamica: non una mera dipanatrice di sentimenti contrastanti, ma motore attivo di questo sentire. È ormai da qualche anno che si discute sulla possibilità che un genitore abbia un figlio preferito,possiamo dire quindi che in parte questo tema non sia più un tabù e che, come si evince dagli studi, basta un po’ di sana consapevolezza da parte del genitore per creare un ambiente più equilibrato in famiglia. Un po’ meno attenzioni per il pargolo preferito e un po’ di più per l’altro ed ecco che tutto si sistema.

Di sicuro in questa visione delle cose cambia la posizioni dei genitori nel gioco delle gelosie. All’improvviso ci rendiamo conto che probabilmente i bambini vedono bene, non sono dei piccoli egocentrici irrazionali che pensano possa essere minata la loro posizione nel mondo familiare, forse semplicemente ci stanno indicando uno sbilanciamento. Io sento di avere senza dubbio delle preferenze. Capisco che a volte quando guardo mio figlio, il mio sguardo muta spessore, i miei sensi si aprono, la mia attenzione è vibrante. Sì, ma quale figlio?

Nel gioco delle statistiche a me sono capitati tre figli maschi. Naturalmente non sono contemplata tra le madri che preferiscono figlie femmine in quanto alter ego dove far ricadere aspettative e proiezioni. Ma nemmeno tra quelle che preferiscono il maschio come contralto a sé, avrei l’imbarazzo della scelta. Non ho nemmeno una dualità che mi salva: non ho un figlio intellettuale e uno sportivo, né il timido e l’estroverso. Ho il tre dalla mia parte, numero divino che spariglia sempre mescolando tutte le componenti in gioco. Sono libera di preferire.

Dando per assodato che i genitori hanno delle preferenze rispetto ai propri figli, farei un passo in più asserendo che le preferenze mutano. Cambiano pelle, cambiano sostanza, cambiano oggetto, cambiano nel tempo. In certi periodi della mia vita con loro ho preferito il più piccolo perché il nostro rapporto stava ancora tutto nel contatto, ed era ciò che in quel momento sapevo di dare al meglio e dal quale ricevevo di più. Poi c’è stato il periodo in cui è stato il mio figlio più grande il mio preferito: tra noi accadevano dinamiche nuove che mi rendevano euforica, con le quali non avevo mai avuto a che fare e che mi stimolavano intellettualmente.

Se non che il mio figlio di mezzo se n’è uscito con quella frase, quella frase su di me, quell’istanza di cura che mi ha donato, come quando ti coglie all’improvviso un’intensa felicità. Ho guardato meravigliata la sua attenzione e mi ha rapita.

Sono la loro madre, sì. Ma come loro, sono una persona regolata da movimenti interiori, che aprono piccole brecce e dove ognuno di loro, in modi e tempi differenti, mette un pezzetto. Questi loro gesti attirano la mia attenzione in un modo particolare e mi viene naturale concedere a questi momenti il privilegio della relazione unica: li innalzo, li idealizzo, rendo speciale in quel momento esatto, la mia relazione con lui, proprio con quel mio figlio lì.

So che in quegli attimi – che possono durare settimane – il mio sguardo su di lui è molto diverso da quello che poso sugli altri due. In quei momenti non percepisco sensi di colpa, so che durà un po’, cerco di gestire al meglio la mia relazione con gli altri, ma la mia preferenza rimane lì. Se io eccedo, la gelosia dilaga. Giustamente. Ha lo stesso sapore dell’innamoramento questo gioco. È un momento magico in una relazione, è una pausa dedicata in una vita di corsa.

Mi sono anche chiesta cosa possa accadere a un figlio unico. È una realtà che non conosco e quindi mi spingo solo ipotizzare che non sia molto differente la mia posizione da quella di un genitore con un unico figlio. Ci saranno momenti di intensa sintonia, seguiti da periodi più ordinari. Penso che anche a una madre con solo un figlio accadranno dei piccoli innamoramenti nei suoi confronti. E questo figlio certamente percepirà l’avvicinamento come la distanza. L’unica differenza è che non avrà un capro espiatorio immediato a cui fare riferimento e forse potrebbe essere più difficile da disvelare questo sentimento sottile.

Noi adulti siamo dentro nel gioco delle gelosie tra fratelli, più di quanto possa sembrare in apparenza. La famiglia è una piccola società dove ogni movimento si ripercuote sull’altro e noi genitori più spesso di quanto crediamo, attiviamo reazioni nei nostri figli.

La gelosia tra fratelli a volte rimanda delle immagini di noi che non riusciamo ad accettare. Riuscire a percepire ed essere coscienti di avere preferenze può aprire molte strade. Una di queste è riconoscere una leggittimità alla scena di gelosia, per esempio. Dare un contenitore a quel sentire così forte è un passaggio da non sottovalutare. Se quel sentimento ha una ragion d’essere nella realtà, se non c’è negazione aprioristica, allora sarà più semplice verbalizzarlo, scioglierlo, metterlo sul tavolo della parola.

La gelosia familiare è palestra delle gelosie esterne che investiranno i nostri figli, dicono gli esperti. Capire che le relazioni mutano e si coltivano e hanno un andamento non lineare e incidono sulle vite di altri e a tratti sono imprevedibili, forse può far diventare la famiglia una palestra anche per l’innamoramento.

Le immagini di questo post, scelte e realizzate da Valentina Pellizzoni e Tommaso Falzone, si riferiscono ad alcuni albi illustrati che trattano il tema della gelosia fra fratelli. Spesso sono felice, di Jens Christian Grøndahl, racconta anche di gelosie fra fratelli mai superate e ancora vive in età adulta.

http://www.topipittori.it

 

Scacciapensieri – edizioni Mille Gru, allo Spazio Libri La Cornice

Sabato 6 maggio ore 16,30

Presentazione di “Scacciapensieri” con letture animate e piccolo laboratorio di “Poesia e pop-up.”

Con Simona Cesana, Dome Bulfaro, Patrizia Gioia e Barbara Colombo.

Accompagnamento musicale a cura di Samuela Marzorati e Azzurra Giudici.

A partire dalla lettura delle poesie inserite nell’antologia, si stimoleranno i bambini a scrivere propri versi poetici che rielaborano le “emozioni”. Ogni bambino sarà poi guidato nella costruzione di un pop-up che interpreterà, attraverso la modellazione e il disegno, il tema affrontato. Ogni bambino concluderà il laboratorio con un suo piccolo pop-up (1 pagina) con suoi disegni e versi poetici.

Dai 6 anni in su, ingresso libero 

 

“Scacciapensieri, poesia che colora i giorni neri”, AA.VV., edizioni Mille Gru

scacciapensieri 1 ok.jpg

«La nostra anima è una pianura/E qualche volta è secca, brucia e graffia/ Una carezza è pioggia che la cura/ E che la innaffia»

Sono alcuni versi della poesia “Canzone delle carezze” di Bruno Tognolini, che fa parte delle 64 composizioni raccolte nell’antologia Scacciapensieri, poesia che colora i giorni neri.
Versi, rime, metafore che hanno il potere di evocare un’emozione, di consolare e cullare, di alleggerire i pesi e sciogliere i nodi. In altre parole si tratta di poetry therapy, un progetto che utilizza l’arte poetica come rimedio per guarire i mali del cuore e forse anche del corpo.
A portare avanti da anni questo progetto è l’Associazione Mille Gru, che ha introdotto la poesia in ospedali e centri di accoglienza, hospice, indirizzata a bambini ma anche ad adulti e anziani.

In questa antologia le poesie sono suddivise in “medicine”: amore, dialogo, risata, stupore, natura, tempo,armonia, più una medicina speciale, gli aforismi. Come ogni medicina c’è un libretto delle istruzioni. Per esempio, per la medicina del tempo il modo d’uso consiglia «di allontanarsi dal problema e guardarlo anche a distanza. Se non si riescono a trovare immediatamente le giuste misure, allora si consiglia di affidarsi al tempo». Tra le avvertenze si legge: «gli effetti salutari si potrebbero manifestare già mentre si ascolta e si legge: l’importante è muoversi a ritmo; l’importante è leggere e respirare a tempo».
Molti i poeti che hanno accolto l’invito dei curatori dell’antologia, mettendo a disposizione poesie già edite oppure confezionandone di nuove per l’occasione, come la poliedrica e sensibile Silvia Vecchini di cui leggiamo in “La cura che passa degli occhi”: «La sapienza della ragnatela/ ha fatto una goccia prigioniera./ Osservare è una minuscola miniera/ tesori si nascondono nella cosa più vicina./ Stupore, dolce medicina».

Tra gli altri poeti presenti Roberto Piumini («Sono triste, vieni stella/ con la tua luce lontana,/ fine mite, lieta, sana»), Giusi Quarenghi («Mi piace il vento/ perché spettina il mono. /Mi piace il vento/ perché gioca con tutto./ E ride anche da solo»), Chiara Carminati («Ballo balzo salgo scendo/ giro fletto tiro stendo/ aria aperta e compagnia/ sono un dono d’allegria!»), Vivian Lamarque, Donatella Bisutti…

Anche le immagine che accompagnano le poesie sono lievi e suggestive. Semplici macchie di colore si compongono e scompongono fino a formare delle figure danzanti e delle modelle rivestite di tonalità e cromie. L’artista è Deka, prematuramente scomparso e che accompagnava con il suo tratto lieve le parole di Gramellini quando scriveva per Lo specchio.

Scacciapensieri è uno scrigno pieno di tesori, ma con ali piccine perché nato dal cuore grande di chi lo ha pensato e che ne è diventato esso stesso editore.

Scacciapensieri, poesia che colora i giorni neri, edizioni Mille Gru, a cura di Dome Bulfaro, Anna Castellari, Simona Cesana, Patrizia Gioia.

Articolo di FULVIA DEGL’INNOCENTI tratto da Libri e Marmellata.

J. Peter JACOBSEN “NIELS LYHNE” Iperborea Collana Luci

“Una donna non può essere pura, non deve esserlo. E come potrebbe? Cos’è questa idea contro natura? È per questo che è stata creata? Rispondi! No, mille volte no. Che pazzia è mai questa? Perché con una mano ci innalzate fino alle stelle, mentre con l’altra siete costretti a trascinarci in basso. Non potete lasciarci camminare semplicemente sulla terra al vostro fianco, essere umano accanto a essere umano, e nient’altro? Ci diventa impossibile procedere con passo sicuro in mezzo alla prosa, quando ci avete accecate con i fuochi fatui della vostra poesia. Lasciateci in pace, per amor di Dio, lasciateci in pace!”

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

NUMERO DI COLLANA: 1 LUCI

J. Peter JACOBSEN

Nato a Thisted, nello Jutland, nel 1847, formatosi alla scuola positivista e radicale di Georg Brandes, fu scienziato, botanico, traduttore e divulgatore di Darwin, oltre che poeta e romanziere. Viaggiò molto, soprattutto in Svizzera e in Italia, dove è ambientata una parte di Niels Lyhne (1880). Autore dei Guerrelieder, poi musicati da Schönberg, e del romanzo Maria Grubbe (1876), scrisse racconti e poesie, trasfigurando con il suo cromatismo impressionista la realtà esterna in illusione visiva. Considerato uno dei massimi scrittori della letteratura danese, è morto di tisi nel 1885.

Jacobsen, Gustafsson, Lagerkvist, Hamsun, Bergman, Lagerlöf, Vesaas, Jansson, Stangerup, Hansen.

Nel 2017 Iperborea festeggia 30 anni con una nuova collana, Luci, un viaggio a ritroso nel tempo per riscoprire i grandi classici pubblicati agli albori della casa editrice e introvabili da anni.

Dieci titoli che rappresentano anche un viaggio ideale attraverso 150 anni di letteratura scandinava sulle sue vette più luminose. Una nostra scelta personale e arbitraria, come lo può essere una compilation, tra gli autori che meglio hanno espresso con i loro libri ciò che più amiamo della letteratura venuta dal freddo: i grandi orizzonti, il piacere del racconto, i dilemmi etici ed esistenziali, l’eterno interrogarsi sull’epica, farsesca, tragicomica vicenda umana. E l’attitudine molto nordica di non prendersi mai troppo sul serio.

Un viaggio dedicato ai lettori che ci hanno accompagnato libro per libro fino a questo bel traguardo. In particolare a quelli che alle fiere, via email, via lettera, sui social network reclamano «quando ristampate quel…?». Questi dieci titoli sono tra i libri che negli anni ci avete più richiesto. Li riproponiamo con traduzioni aggiornate e nuove postfazioni in una veste grafica ideata da xxystudio. Le immagini originali delle illustrazioni in copertina sono state realizzate con la tecnica del linocut.

Tanti auguri Iperborea!

LABORATORIO UKULELE IN FAMIGLIA Con Elisabetta Zulian – Clara Zucchetti – Sarà Magon

Sabato 11 novembre ore 17
all’interno del
CURCI DAY!
Edizioni Curci

LABORATORIO UKULELE IN FAMIGLIA
Con Elisabetta Zulian – Clara Zucchetti – Sarà Magon
Laboratorio di musica per mamme, papà, nonni e zii rigorosamente accompagnati da bambini a partire dai 5 anni.
Protagonista uno strumento musicale: l’UKULELE, strumento di origine hawaiana che per cultura, sonorità e tradizione è associato a gioia e spensieratezza e che le famiglie impareranno a conoscere attraverso un laboratorio esperienziale fatto di musica e giochi, alla scoperta dei testi delle canzoni del metodo “Iniziamo presto con l’ukulele”, con spunti interpretativi e creativi. Un incontro nel quale scoprire il piacere di fare musica in modo ludico e coinvolgente, grazie all’uso semplice ed intuitivo dell’ukulele e all’utilizzo del metodo “Iniziamo presto con l’ukulele”, Edizioni Curci.

Non serve possedere o saper suonare l’ukulele: gli strumenti saranno messi a disposizione dei partecipanti!

Laboratorio gratuito!
Posti limitati, prenotazione obbligatoria:
spaziolibrilacornice@gmail.com
031700571

Nessun testo alternativo automatico disponibile.

L'immagine può contenere: 3 persone, persone sedute, bambino, erba e spazio all'aperto

L'immagine può contenere: 4 persone, persone che sorridono, persone sedute e persone in piedi

Ci dedichiamo con Edizioni Curci al ricco mondo 0-3 anni, con un laboratorio genitori/bambini e con una formazione super!

curciday.jpg

Sabato 11 novembre per il
Curci Day Edizioni Curci
saranno con noi
Alessandra Auditore e Francesca Bottone
per due imperdibili momenti.
10,30: laboratorio genitore – bambino 0-3 anni
11,30: formazione per genitori e insegnanti
Ingresso gratuito!
Posti limitati, prenotazione obbligatoria.

H 10.30: LABORATORIO PER BAMBINI, 0-3 ANNI
Destinatari: 12/15 nuclei genitore/i bambino (0-3 anni)

Le autrici, condurranno i bambini in un universo sonoro ricco e affascinante attraverso oggetti, strumenti musicali, ascolti, filastrocche, ninne nanne e canti da esplorare, conoscere e costruire.
La musica come gioco meraviglioso per stare insieme, per scoprire il mondo, per apprendere, ma anche come strumento e prezioso alleato per i genitori che si trovino in difficoltà nell’affrontare i momenti, a volte critici, della vita quotidiana: svezzamento, disturbi del sonno, cura di sé, capricci.
Frutto dell’esperienza consolidata delle autrici, entrambe mamme con formazione musicale e didattico-educativa, il laboratorio non richiede competenze specifiche né materiali o spazi dedicati.

Obiettivi:
• favorire la relazione, educativa ed affettiva, adulto-bambino
• condividere, fin da piccoli, sensazioni, emozioni ma anche esperienze e competenze
• apprendere rituali utili per superare piccole difficoltà e momenti critici (noia, stanchezza, pianto, capricci)
• sperimentare in maniera attiva varietà di generi, timbri e ritmi del linguaggio musicale
______________________________________________________
H 11.30: FORMAZIONE per GENITORI, EDUCATORI E INSEGNANTI

La Musica è un gioco da bambini… ma anche da mamme e da maestre!
Un incontro ricco di suoni, melodie, canti, ritmi, filastrocche, danze, esplorazioni di oggetti sonori, strumenti e ascolti musicali per cominciare a creare un piccolo repertorio comune da utilizzare a casa o a scuola.
Punto di partenza è l’attenzione alle proprie interazioni con il mondo sonoro e modalità di ascolto dell’altro per scoprire come la musica possa essere un alleato prezioso nella quotidianità, per aiutare ad affrontare la genitorialità e l’educazione dei bambini.
Uno spazio per mettersi in gioco, per ritrovarsi “nei panni” del bambino, per creare contesti di ascolto e produzione sonora mirati soprattutto alla scoperta di come la musica sia un linguaggio immediato e capace di creare sintonie e relazione.

Curci Joung Day “La festa di chi ama la musica!” allo Spazio Libri La Cornice

Sabato 11 novembre facciamo la festa a Curci Joung per tutta la giornata!
Festeggeranno con noi: Laura Moro, Cinzia Di Dio La Leggia, Alessandra Auditore, Francesca Bottone, i ragazzi della scuola media “F. Anzani”, prof. Massimo Caracca, Maria Elena Rosati, Elisabetta Zulian, Clara Zucchetti, Sara Magon, Fiorenzo De Vita e Renato Brandoni.

I laboratori sono tutti a ingresso gratuito.

Gli incontri del mattino:
Una giornata in musica – laboratorio Una giornata in musica – formazione.
Ukulele, laboratorio per famiglie.
SONO A PRENOTAZIONE OBBLIGATORIA: spaziolibrilacornice@gmail.com

Locandina_Curci_Young_Day_2017 OK

Letture con Laura Bellini #ioleggoperchè

Sabato 21 ottobre alle ore 16,00
Incontriamo l’autrice Laura Bellini con i suoi libri “Eli sottovoce…le carte” “Eli sott…l’uovo” e “Eli sottovoce…le matite”
Valentina Edizioni
Dai 4 anni in su – ingresso gratuito – Vi aspettiamo!!
#ioleggoperchè

Piano piano, sottovoce…c’è un segreto da scoprire.
Ce lo svela Eli, la libellula dalle ali leggere ma dal grande carattere: nulla si distrugge, tutto si trasforma e anche le cose brutte possono diventare favolose, basta saperle vedere! E’ un segreto importante, ma è meglio non dirlo a voce alta, c’è il rischio che si trasformi in parole…e le parole, si sa, in un silent book le mettete voi…
Ssssssssssssssshhhhh…

Nessun testo alternativo automatico disponibile.